Bici

La vita è una processione di perdite. Dopo aver speso tanto per il lucchetto, perdo la ruota libera. Va bene, posso fare a meno di vivere a ruota libera. Via il sellino. Bene, ci si può alzare sui pedali. Per rubare la ruota anteriore basta un giro di vite, e gira e gira la vita. Meno male che mi hanno lasciato le corna.

Non ricordo nulla dell’incidente. Qualcuno parlava al telefonino, oppure mandava un sms, comunque non guardava la strada. Mi sono allargato solo perché non volevo schiacciare il topone che schizzò da sotto un cassonetto per afferrare un mozzicone di sigaretta. Ricordo lo scoppio della camera d’aria. Pah!

Sono ancora qui, se mi rivuoi. Così da sola non vado da nessuna parte. 

La nuova dieta macrobiotica funziona benissimo. Mi sento leggera, altera, esangue. E mi dicono che ho un bel colorito. 

Non volevano me. Volevano il mio lucchetto. Per averlo, mi hanno segato lo sterno. Conteneva il mio cuore. È passato un giovane. Mi ha considerato a lungo. Pensavo che volesse consolarmi, accarezzarmi il sellino. Invece tirò di tasca un coltellino svizzero e mi svitò la ruota anteriore con una chiave a stella che a me sembrava una chiave a cuore, ma d’acciaio inossidabile. 

Immagini di Gnot

Testi di Matthew Licht

Matthew Licht