Il tormento di un chicco d'uva

Fotografia di Costanza De Rogatis

Fotografia di Costanza De Rogatis


Uva

a Lucia

La vidi col suo vestito bianco

e una chiazza di vino

profonda come un sorriso,

mi avvicinai a lei

ed ebbe inizio

il tormento.

Quando ormai a notte fonda

me ne tornai a casa

con la luna tutta tonda

e una calda nostalgia,

credevo di affogare

nel sogno

di quel nuovo acino

che irreversibilmente agogno:

così mi infilai nel letto

toccando il suo corpo

nel silenzioso spazio

dei desideri,

riascoltando

le sue parole di tenebra,

ma duramente la notte trascorse

col mio cuore maledetto nei timpani

che rimbombava oltre il tempo.

Uh tormento

di un chicco d’uva,

sfinito mi giro nel letto

chiedendomi se sopravviverò

 

Peperoncino

Sanguigna lama dei desideri,

sottile come il fuoco

che dardeggia in bocca

e brucia,

sorgi da fiori solitari

con tutto l’enigma del sesso

e ti distendi compiuta

su candide lenzuola:

lì la mente

ti teme e ti brama

su un letto

dove il sole

è fresco per te,

così

coi tuoi semi gialli

fai esplodere

l’estate

mentre il tuo sangue

macchia

il cuore dell’uomo.

 

Mela 

La tua materia crocca

dove il centro del sapore

sta,

ma il tuo succo cola

senza dare risposte.

E ti mordo,

ti mordo ancora.

Ti colgo

quando il cielo crocca

con te

e il tuo profumo

invade la casa

e la tristezza se ne va.

Eppure

non dai risposte,

fresca come la sera,

e non so nulla di te

neanche se divoro

il torsolo.

Oh mela, mela,

solitaria regina

dagli umili gesti

che piangi nel paniere,

racconta il tuo segreto

così che l’uomo sappia

quale condanna sia

 

Mirtillo

Io non so perché

ma accanto a te mi sento solo,

eppure se ti allontani

il venticello si fa freddo

e tu dall’altra parte della strada

ridi ancora.

E allora,

cupa bacca,

col tuo sguardo fiero

ricacci la colpa nel mio petto

e mi scruti sospettosa,

come in attesa,

ma in attesa di cosa?!

 

Io non so perché

ma lontano da te mi sento solo,

eppure se ti avvicini

sento l’aria mancare per il caldo

dei tuoi sorrisi blu.

E allora,

cupa bacca,

ti tengo in mano

dove ruzzoli leggera,

e senza sapere come

ti antepongo al sole

che su di te si irradia


Ferruccio Mazzanti vive e lavora a Firenze, si occupa di narrativa e poesia. E’ redattore “di lungo corso” della Stanza 251. Collabora con le riviste Verde e In fuga dalla bocciofila

Ferruccio Mazzanti