I magnifici dieci di Origini edizioni

Gli artefici di Origini edizioni, Valentino Barachini e Matilde Vittoria Laricchia, fotografati da Carlo Zei

Andare a trovare Valentino Barachini e Matilde Vittoria Laricchia nella sede di Origini, la loro piccola ma sofisticatissima casa editrice di Livorno, e non tornare a casa carichi di bellissimi libri d’arte è impossibile. Eccellenti fotografie, testi perfettamente asserviti alle immagini, una stupefacente e maniacale cura della parte editoriale, al punto che definire questi oggetti semplicemente libri non rende l’idea: ogni realizzazione è un progetto a sé stante che ha tutte le caratteristiche per essere considerato un’opera d’arte autonoma. Abbiamo chiesto ai due artefici di Origini Edizioni di svelare, in esclusiva per Stanza 251, le loro stesse origini letterarie. Ecco la lista dei “magnifici 10”, cinque libri per Valentino e cinque per Matilde.


Siamo minuscoli ma pieni di idee. Soprattutto pieni di libri, in testa, nel cuore. Perché per “fare i libri” – per crearli anche fisicamente, come facciamo noi – è imprescindibile averne già dentro un po’ e continuare a cercare nuovi amori ogni giorno.
Siamo due: Valentino Barachini, la mente creativa, le immagini, il direttore artistico; e colei che sta scrivendo, Matilde Vittoria Laricchia, la parte editoriale, “l’archivio” di romanzi e poesie, rabdomante di giovani poeti e scrittrice di versi lei stessa. Viaggiamo su due binari paralleli e ogni libro che creiamo è l’occasione per far incontrare e mettere insieme queste due parti.
Perciò non abbiamo potuto far altro che dividerci a metà i Dieci Libri Della Vita e timbrarli infine tutti quanti con il marchio Origini edizioni!

I Cinque di Valentino:
“Questi sono i libri che mi hanno formato, che hanno profondamente segnato la mia persona e il mio modo di vedere e creare immagini.”
1 - Wittgenstein – Tractatus: per il cervello;
2 - La preghiera del mattino e della sera – Lodi, Ora media, Vespri e Compieta: per lo spirito;
3 - Araki – Xerox photo albums: per gli occhi;
4 - Mc Carthy – Figlio di Dio: per il cuore;
5 - Casaldaliga – Spiritualità della liberazione: per vedere gli altri.

I Cinque di Matilde:
1 - Tolstoij - Anna Karenina: La Perfezione. 
Come fosse stato scritto: da Dio per insegnarci a narrare, ascoltare, osservare e descrivere;
2 - Saramago – Cecità: Il Paradosso. 
Una riflessione impietosa sulla natura umana: immaginare che la società sia improvvisamente colpita da un’epidemia di cecità, determinando una serie di effetti devastanti che dimostrano quanto la nostra quotidianità si regga sul filo di un rasoio. Tutto ciò che esiste è generato da rapporti di causa effetto ed è sufficiente che il meccanismo di ciò che viene avvertito come normalità s’inceppi, perché l’uomo torni in modo velocissimo eppure graduale verso la sua naturale ferinità;
3 – Van Gogh – Lettere: Un’Anima Bella.
“Per agire nel mondo occorre morire a se stessi. L’uomo non sta sulla terra solo per essere felice, neppure per essere semplicemente onesto. Vi si trova per realizzare grandi cose per l’umanità e andare oltre la volgarità in cui si trascina l’esistenza di quasi tutti gli individui. (op. cit.)”
4 – Dickinson – Poesie: La Poesia.
Emily Dickinson è nata nel 1830 in una piccola città del Massachusetts, non ha mai viaggiato, forse non ha mai conosciuto uomo e, per buona parte della sua vita, non è mai uscita dalla sua camera da letto: si può dire che non abbia vissuto. Eppure ha creato alcuni dei versi più belli che io abbia mai letto. Forse a dimostrazione del fatto che la Poesia appartiene all’Anima, non all’Esperienza. E l’Anima non ha tempo, né spazio;
5 – La Bibbia: Il Libro Infinito.
Il libro della vita. Non la conosco e non la conoscerò mai veramente. Credo che lì si trovi l’origine del nostro modo di essere in questa parte di Mondo. Che lo si voglia o no; che si abbia fede oppure no.

fotografie di Carlo Zei

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