Visita in studio - Andrew Smaldone

Come in sogno. Breve nota sulla pittura di Andrew Smaldone

di Stefano Loria

Due brevi osservazioni. La prima riguarda un atteggiamento di Andrew: l'assoluta fedeltà alla propria ispirazione, la volontà di seguire una direzione stabilita. Lo conosco da molto tempo, ed ho potuto così seguire lo sviluppo di differenti cicli di opere, attraverso gli anni di avventure pittoriche, vissute con grande coerenza e determinazione. Possiamo sempre avvertire uno spirito di ricerca, una salda concentrazione sul percorso che ha scelto di compiere. 

La seconda osservazione entra, credo, nel cuore stesso del processo artistico di Andrew: voglio evidenziare una qualità omirica del suo stile. Quando ancora nelle sue tele si scorgevano delle figure, questi personaggi apparivano sempre come fossero materializzazioni enigmatiche dentro una visione di sogno. Ricordo immagini di foreste in cui un cervo restava immobilizzato tra gli alberi come sopra un palcoscenico, altre volte erano le foglie di una pianta fantasma ad allungarsi dentro lo spazio del quadro, nebbioso e inconsistente. Una volta, ho potuto ammirare una architettura, il profilo di una vecchia villa del sud degli Stati Uniti, con suggestioni palladiane, alleggerita ed immersa in una psichedelica nebbia liquida arancione: indimenticabile.

Questa qualità onirica della pittura di Andrew rimane in primo piano anche nei lavori più recenti, tutti centrati sullo studio esclusivo del colore e della luce, con tensioni superficiali e sotterranee correnti. Qui lo spazio è totalmente aperto, senza confini netti, senza geometrie che possano orientare il nostro sguardo. E' solamente la potenza dei cangianti cromatismi a regnare sopra ogni realtà. Un altro sogno.


Luce sottile

di Andrew Smaldone

Realizzo dipinti in cui superficie e spazio sono primari. Questi due elementi hanno lo scopo di portare una consapevolezza in un discorso su ciò che descrivo come: il "non-spazio". Questa terminologia mostra il mio tentativo di descrivere a parole la consapevolezza di qualcosa che è presente, ma non di solito visto, né tangibile, quindi non è un'assenza come tale di spazio, ma più simile a una pienezza del suo aspetto opposto.

La luce è un aspetto cruciale per questi nuovi dipinti. I miei primi dipinti e disegni si concentravano anche sulla luce, ma ho utilizzato lo spazio interno come struttura per esplorare le fluttuazioni della luce sottile attraverso i diversi toni di grigio. Ciò mi ha permesso di giocare con le rappresentazioni visive di luce e ombra e come sono in grado di trasformare completamente uno spazio architettonico. I miei dipinti interni si sono trasformati in opere astratte in cui il colore e l'atmosfera evocano la luce attraverso il sottile spostamento delle variazioni tonali colorate.

Lo studio è uno spazio importante per me. È un argomento e un luogo in cui la creatività è libera di entrare. È uno spazio in cui posso sperimentare nuove direzioni o seguire un modo per familiarizzare. Non c'è giusto o sbagliato nello studio, c’è solo la sensazione che sia un luogo che esiste al di fuori del tempo. È probabilmente per questo motivo che i miei quadri rispecchiano quella situazione e sembrano come se esistessero anche al di fuori di un tempo specifico.

L'intuizione gioca un ruolo importante nel mio processo artistico e non uso disegni preparatori o riferimenti fotografici. A volte posso lavorare su un dipinto per anni, mentre altre volte potrei finire in poche settimane. Non lavoro mai con le tele pre-fabbricate. Mi piace comprare le tele (lino), allungarla sopra i telai che ho messo insieme e mettere il gesso su quella superficie. Credo che questo sia l'inizio del dipinto. In più la tela funziona come parte dell'atmosfera. È una combinazione del lino e del colore ad olio che mi dà la sensazione che il dipinto sia correttamente rifinito. Credo, in definitiva, che la pittura sia il linguaggio visivo del sentimento e dell'intuizione.

I have an on-going interest in what I like to describe as: the “non-space”. This awkward terminology shows my attempt to describe in words an awareness of something that is present, yet not usually seen, nor is it tangible, thus it is not an “absence” as such of space, yet more alike a fullness of its opposite aspect. I often describe it as like penetrating through a wall to observe it from the inside of itself.

Light is a subject that is crucial to these new paintings. My early paintings and drawings also focused on light, but I utilized the interior space as a framework to explore fluctuations of subtle light through tonal grays. This allowed me to play with visual depictions of light and shadow and how they are capable of completely transforming an architectural space. My interior paintings gave way to abstract works where color and atmosphere evoke light through the subtle shifting of colored tonal variations.

The studio is an important space for me. It is a subject and a place where creativity is allowed free rein. It is a space where I can experiment with new directions or follow a way of making that I’m familiar with. There is no right or wrong in the studio and for me there is a feeling that it is a place that exists outside of time. It is likely for this reason that my paintings mirror that situation and look as though they too exist outside of a specific time. 

Intuition plays a big role in my artistic process, and I don’t use preparatory drawings or photo referents. Sometimes I can work on a painting for years, while at other times I might finish in a few weeks. I never work with canvases from the factory. I like to buy linen, stretch it over stretchers I’ve put together and work up the gesso into that surface. I believe this to be the beginning of the painting. The linen itself functions as part of the atmosphere. It is a combination of the linen and oil color that gives me the feeling that the painting is properly finished. I believe, ultimately, that painting is the visual language of  feeling and intuition.


Andrew Smaldone, nato a Denver, Colorado, vive e lavora a Firenze. Vincitore del prestigioso premio Pollock-Krasner Foundation Grant nel 2015, attualmente insegna pittura, disegno e Contemporary Art Theory alla scuola SRISA.

Fotografie di Carlo Zei

Stefano Loria & Carlo Zei