LA VOCE DELL'INFINITO
La musica segue sempre nuovi percorsi, una delle possibili derive è l'installazione sonora. L'installazione in effetti non sempre può essere considerata musica, in quanto spesso consiste in rumori più o meno ripetuti che hanno valore e senso nel luogo in cui sono prodotti, ma che decontestualizzati perdono di significato.
In particolare ho avuto il piacere di visitare “Nephilim” di Yuval Avital, in mostra presso il Museo Marino Marini di Firenze, fino al 30 Dicembre 2019: Yuval Avital è un musicista, compositore e performer israeliano, che propone la sua idea di musica in contesti diversi dai consueti spazi dedicati. Le sue installazioni spesso prevedono la partecipazione di altri artisti provenienti da ambiti diversi e l'introduzione di elementi multimediali.
Il Museo Marini è un esempio di come le architetture classiche e moderne possano fondersi, con volte e colonne della ex chiesa di San Pancrazio che intersecano elementi in cemento armato, travi in acciaio, pannelli in legno, con le strutture a vista che esaltano la loro materialità e le opere di Marino Marini che ne sono il naturale compendio.
La mostra di Avital è ospitata nella cripta, che suggerisce un rapporto diverso e più di prossimità tra opera e fruitori.
L'installazione è un insieme di sculture/oggetti dalla forma di maschere, su supporti tubolari in metallo: le maschere sono 60 e rappresentano, appunto, i Nephilim, figli degli dei, esseri superiori, citati nella Bibbia e presenti in molte altre tradizioni.
Le maschere sono state realizzate con materiali eterogenei da 24 artigiani toscani secondo le indicazioni dell'artista, in una collaborazione creativa alla quale hanno contribuito anche con le loro voci che, come vedremo, sono la parte viva dell'opera. Ogni maschera, spesso dai tratti somatici riconoscibili ma abbozzati, al posto della bocca ha un altoparlante che riproduce parole registrate dall'artista e dagli artigiani, trattate elettronicamente fino all'intellegibilità , ma che mantengono una loro forma sonora riconoscibile.
Le maschere occupano un lato della cripta, come una piccola folla alla quale andare incontro: ognuna racconta una storia e l'insieme è realmente suggestivo, ovviamente per le forme più disparate e soprattutto perchè è come assistere all'esecuzione di un coro di voci, sempre diverso.
La composizione dello spazio permette di camminare tra le maschere e scoprire nuovi suoni e nuove combinazioni di suono ad ogni passo. Ogni movimento comporta un ascolto e una percezione sempre diversa, con le maschere che sembrano parlarci direttamente.
Le sensazioni passano dalla meditazione mistica, alla solennità di un rito sconosciuto, ad un tempo sospeso.
Quello che si ascolta è una musica arcaica, che agisce in profondità, e che è difficile da interrompere perchè ogni momento è diverso dal precedente e dal successivo: è qui che l'installazione sonora diviene musica, nella trasposizione da elemento funzionale di un'opera a un flusso autonomo di sensazioni, un live infinito.
Il distacco fisico da questo luogo avviene per fortuna in modo graduale, perchè risalendo la scala dalla cripta al museo, le voci ci accompagnano affievolendosi nei riverberi della navata della chiesa, fino all'uscita, continuando a vibrarci dentro anche dopo, sommersi dai rumori del caotico centro fiorentino.
Imperdibile.
La mostra è visibile negli orari di apertura del museo, ovvero sabato domenica e lunedì dalle ore 10:00 alle ore 19:00
Il sito dell’artista: www.yuvalavital.com/
La mostra al Museo Marini