Kranepudlian Nocturnes

Another quiet night. Management reprimands nocturnal employees who watch TV. Guests have complained about the presence of comics in the lobby. A night porter is left to wonder how best to fill the empty hours. Where do good books come from, aside from the modest shelves of volumes left behind by guests who’ve finished reading them. Paperbacks are of vegetable origin. The plants in the Hotel Kranepool’s lobby man their posts stoically, in silence, for little or no reward. Do they know they have potential literature in them? 

“Guys, tell me a story or two.”

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They trembled slightly, unsure whether to confide in a human colleague.

“C’mon. I water you, give you sponge-baths, set the Venetian blinds so you’ll get maximum UV after dawn.”

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“OK boss, here goes: The fern in the chambermaids’ locker room told us the girls read haikus to each other while they shower. That is, one of them reads while the others soap up. Then the reader gets gang-haiku’ed when she’s under the hot water and the others take turns toweling each other off.”

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“Yeah, and that big hemlock who has the unimpeded view of Suite 1690 said a guest unpacked her suitcase and all she had in there was books. She paraded around naked as a jaybird, and each book got a turn on her head.”

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“The orchid in the Philip Larkin Suite was the live audience for a comedy team workout. The girls were going through a jokebook they found right down here in the lobby, stealing gags for their first-ever gig down at the Kranepool Bar & Grille. But that orchid’s a fake.”

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The next night the Philip Larkin Suite was unbooked, I went up for an “inspection round”. The lobby plants were right: silk and plastic, but convincing.

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Notturni Kranepooliani

Ancora una notte tranquilla. La Gestione biasima impiegati notturni che guardano la tivù. Certi ospiti si sono lamentati della presenza di fumetti nella hall. Un portiere di notte si chiede come meglio sfruttare le ore vuote, come trovare libri nutrienti, a parte sulle modeste mensole piene di libri lasciati da ospiti che hanno finito di leggerli durante il loro soggiorno. I tascabili sono di origine vegetale. Le piante nella hall dell’Hotel Kranepool stanno al loro posto con stoicismo, in silenzio, e per poca o zero ricompensa. Sanno, questi arbusti, di incorporare potenziale letteratura?

“Su, ragazzi: raccontatemi qualcosa.”

Tremarono quasi impercettibilmente, insicuri se dovevano confidarsi con un collega umano.

“Dài, vi annaffio, lavo le vostre foglie con un panno umido, e sistemo le persiane in modo da farvi prendere la dose di radiazione ultravioletta all’alba.”

“Bene capo, senti questa: la felce nello spogliatoio delle cameriere dice che le ragazze si leggono haiku mentre fanno la doccia. Cioè, una legge mentre le altre si insaponano. Poi fanno a turni a leggere haiku alla lettrice mentre quest’ultima è sotto il getto d’acqua calda e le altre si asciugano a vicenda.”

“E quella betulla che vede dentro la Suite 1690 racconta che un’ospite aveva la valigia piena di libri e nient’altro. Si spogliò nuda e sfilò per le stanze, cambiando ogni giro il libro che portava sulla testa.”

“L’orchidea nella Philip Larkin Suite fu testimone delle prove di un gruppo comico. Le ragazze sfogliavano un libro di barzellette che avevano trovato qui nella hall. Rubavano sketch per il loro primo spettacolo al Kranepool Bar & Grille. Ma quell’orchidea è finta.”

Una sera che quella Suite era libera, andai a fare un sopralluogo. Le piante della hall avevano ragione: seta e plastica, ma convincente.

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matthew licht