Hole-y Sheets!

Hotels are not in the business of washing dirty laundry in public. Human products of all colors, consistencies and odors are a matter for the industrial washers and dryers sunk deep in Hotel Kranepool’s basement. The machines tell no tales. Whatever comes out of their gaping orifices is a white blank. 

 Silent Cyclopses

Silent Cyclopses

Only the Kranepool’s team of chambermaids and -men see the messages on the sheets. Genetic traces of happy memories. Embarrassing accidents, and the damp, clumsy attempts to erase them. Rainbow strands of keratin, as twisted as the fates of those to whom they once belonged. Red notes of despair, hopeless grief, pain without end. 

 Red room! Red room!

Red room! Red room!

The maids bear life’s filth and fluids down to their underworld, where all is washed away. White fragrant cloth emerges, to cover yet another night.

Here’s what some members of the Cleaning Staff had to say on the subject:

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Connie F., age 37

“Towels are heavy when wet. Sheets, bedspreads and pillowcases gain weight when they’ve been used for a good or a bad time. Especially in summer. Nothing you want to wear rubber gloves about, though. I mean, guests are human beings, right? And nothing human is alien. But once we had a guy in the Barbara Stanwyck Suite whose stuff was bright green. I mean, like lime jello. He’d written, ‘Wrong place’ on a bath-mat with his sticky bug-juices. Didn’t know whether to call the X Files or Immigration, so in the end I didn’t call anybody. It was pretty unsettling though, believe me.”

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Benita C., age 52

“Most guests who make a big mess at least leave a tip afterwards. I don’t mind, then. But some creepy types, and they’re usually the ones who leave the rooms in such a condition that you wanna call the toxic waste crew, don’t leave nothing. One time I remember there was this absolutely unbelievable chaos in the Jean Tinguely Suite. The guest had somehow stuck his sheets and the big towels to the walls, and he’d painted cows, goats and deers on them. I nearly barfed when I went in. But the guy had written a nice note, in blood, or some other human fluid with a lot of blood in it. ‘Sorry I didn’t clean up after myself better.” He'd also left five C-notes on the credenza, on top of a nice drawing of a naked lady on hotel stationery, in blue ballpoint. I took the dough, and didn’t throw it into the tips pool like we usually do. I mean, it took me over four hours to make the Suite look like a Suite again. The Manager called to ask what was taking me so long. You wouldn’t believe it, I said, and he left it at that. He’s seen plenty. Oh, and I had the drawing framed.”

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Cleavon W. (aka Foxy Frenchie), age 41

“My mama was a laundress before she retired. She didn’t want me to go into this line of work, but destiny has a way of changing mothers’ plans. Mama’s a spiritual person. One morning when I went to clean Room 251, I beheld a vision. Not a pretty one, mind. A face, I guess, and part of a body, printed or stamped on a sheet all crumpled up under the window, as though the guest had slept on the floor instead of on the bed. I brought it home with me after work.

“‘This ain’t no miracle,’ Mama said. ‘But I don’t think we’d better wash it, or burn it. Take it back to the Hotel and show it to The Management.’

“So that’s what I did. And that’s the last I heard of it.”

 A mysterious manifestation

A mysterious manifestation

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Velma D., age 64

“You may have heard that sheets, towels etc. stolen by guests are charged to the maid who cleaned the room. I’ve worked some places where this was the case, other places where it wasn’t. Not too long ago I found something in one of the Suites. It seemed as though a guest had left it behind: a white bathrobe with Andrea Doria embroidered in gold across the shoulders. There was some cash pinned to it, big bills, and a note that said, simply: Thank You.

“I’m not 100% sure, but I think this strange discovery was intended as a retirement gift.

“Management doesn’t manifest Themselves often, but when They do, it always seems like a miracle.”

 Wow!

Wow!

Sin/doni

Gli alberghi non lavano i panni sporchi in piazza. Sostanze umane di ogni colore, consistenza e odore sono affari per le lavatrici e asciugatrici industriali sepolte nelle viscere di Hotel Kranepool. Quei macchinari non parlano. Ciò che scaturisce dai loro orifizi spalancati è un vuoto bianco. 

 Più bianco non si può!

Più bianco non si può!

Solo gli addetti alle pulizie vedono i messaggi della biancheria. Tracce genetiche di felici ricordi. Incidenti imbarazzanti, e gli umidi, goffi tentativi di cancellarli. Fili di cheratina, torti quanto i destini dei loro ex-proprietari. Rosse note di disperazione e dolore senza fine.

 Più nero è difficile!

Più nero è difficile!

Le cameriere portano ogni sporcizia giù ai loro inferi, dove viene lavata via. Emergono tessuti candidi per coprire un’altra notte. 

Ecco ciò che hanno da dire alcuni esponenti del Servizio di Pulizia dell'Hotel Kranepool sul soggetto della lavanderia:

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Connie F., anni 37

“Gli asciugamani bagnati pesano. Le lenzuola ingrassano, i materassi si gonfiano, coi divertimenti e/o le sofferenze. Specialmente d’estate. Non è roba da mettersi i guanti di lattice, però. Intendo, gli ospiti sono esseri umani, e nulla di umano mi è alieno. Ma una volta c'era un ospite nella Barbara Stanwyck Suite che secerneva un liquame verde fluo. Aveva scritto ‘Luogo sbagliato’ su una federa con i suoi attaccaticci succhi da insetto. Non sapevo se chiamare gli X Files o l’Immigrazione, quindi alla fine non chiamai nessuno. Ma era sconvolgente, credetemi.”

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Benita C., anni 52

“Gli ospiti che lasciano le stanze in gran disordine di solito lasciano anche la mancia. Allora non mi dispiace. Ma ci sono delle carogne, e spesso combinano i peggiori casini, roba da netturbini, che non lasciano proprio nulla. Una volta ricordo che nella suite Jean Tinguely c’era il caos. L’ospite aveva attaccato alle pareti lenzuola e asciugamani, e ci aveva dipinto mucche, capre e cervi. Ho quasi vomitato quando entrai. Ma il tizio aveva pure scritto una nota, in sangue, o qualche altro fluido umano ad alto contenuto sanguigno. ‘Scusate il disordine.’ C’erano cinque banconote da cento sulla credenza, e un bel disegno di una donna nuda, eseguito in biro blu su cartoleria Kranepool. Intascai i soldi, anziché buttarli nella cassa comune come sono solita fare. Intendo, ci sono rimasta là dentro almeno quattro ore. La Gestione telefonò per chiedere quanto cavolo ci mettevo. Non ci credereste, risposi, e mi lasciarono stare. Hanno visto di tutto. Ah, e feci incorniciare il disegno.”

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Cleavon W. (in arte, Foxy Frenchie), anni 41

“Mia madre è una lavandaia in pensione. Non voleva che la seguissi, ma il destino cambia i progetti materni. La mamma è una persona spirituale. Una mattina quando andai a pulire la Stanza 251, ebbi una visione. Non una bella. Un viso, suppongo, e parte di un corpo, stampato su un lenzuolo tutto appallottolato sotto la finestra, come se l’ospite avesse dormito sul pavimento anziché sul letto. Lo portai a casa quando smontai.

“‘Non si tratta di un miracolo,’ disse la mamma. ‘Ma comunque non credo che sia da lavare o bruciare. Riportalo in albergo e fallo vedere alla Gestione.’

“Così feci, e non ne ho mai saputo più nulla.”

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Velma D., anni 64

“Avrete sentito che lenzuola e asciugamani rubati da ospiti vengono fatti pagare dalla cameriera. Ho lavorato in dei posti dov’era così, e in altri dove non lo era. Non tanto tempo fa trovai una cosa che sembrava essere stata lasciata da un ospite: un accappatoio bianco con Andrea Doria ricamato in filo d’oro. C’era attaccato un centone con uno spillo da balia, e una nota che diceva, semplicemente: Grazie.

“Non posso esserne sicura al 100%, ma credo che questo reperto sia un regalo per la pensione.

“La Gestione non si manifesta spesso, ma quando lo fa, sembra ogni volta un miracolo.”

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matthew licht