Chi siamo


Direzione

 
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Carlo Zei

Nato ad Arezzo nel 1961, cresce nel porto militare di La Spezia, raggiunge, e con ogni probabilità supera, la pubertà a Firenze. Frequenta l’Accademia Navale di Livorno, la facoltà di Ingegneria a Firenze e finalmente si laurea in Lettere baloccandosi con lo Strutturalismo. Poi si trasferisce negli Stati Uniti dove ottiene un Master e un PhD in Letteratura Comparata dalla Cornell University. Sempre a Cornell insegna letteratura italiana, attività che continua, inesorabile, alla University of Rochester, al Bard College, e poi, rientrato in Italia, nei dipartimenti fiorentini della New York University, Georgetown University, e molte altre. Scrive racconti, ama smodatamente il Jazz e, lontano da orecchie indiscrete, suona il piano. Ha illustrato integralmente un numero della rivista americana “Diacritics” (John Hopkins U.P.) con una serie di fotografie. I suoi scatti più recenti sono stati esposti nelle mostre “Appuntamento alla Stanza 251” (Firenze, Zona B, 2013), “An Evening with Stanza 251” (Montestigliano, Azienda Agricola Montestigliano, 2013), "Elementi di geografia sentimentale" (Livorno, Egg Visual Art,  2015), "Streets Shadows and Soul" Firenze, Marabuk, 2015, "Alive and Hanged" (Firenze, Salotto Vivaldi, 2015), "Why Christmas?" (Livorno, Egg Visual Art, 2015). 

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Stefano Loria

E' nato a Firenze nel 1961. Durante gli studi universitari ha lavorato presso la casa editrice Passigli. Dopo la laurea in Lettere (con una tesi dedicata ai racconti di suo zio, Arturo Loria) ha collaborato a vari giornali e riviste tra cui “l’Unità”, “Tema Celeste”, “Emporio Armani Magazine”. Dal 1989 al 1991 è stato uno degli organizzatori di “Ottovolante”, associazione che allestiva a Firenze un festival annuale di poesia, letteratura e filosofia. Ha pubblicato (tanti anni fa) una serie di poesie sulla rivista “Nuovi Argomenti”. Dal 1990 ha lavorato in stretto rapporto con la galleria Sergio Tossi Arte Contemporanea. Pittura astratta e disegno sono i suoi linguaggi privilegiati.  Fin dall’inizio ha svolto una ricerca influenzata da suggestioni opposte: da un lato l’action painting con l’esplosiva energia gestuale e la forza dirompente del colore, dall’altro le austere ed essenziali linee dell’architettura modernista. Nel tempo il suo stile è divenuto più minimale, con una crescente attenzione rivolta all’equilibrio tra vitalità dell’esecuzione e struttura dello spazio. Nelle opere recenti la riduzione delle forme tende ad un rigore geometrico, mentre il trattamento del colore è dominato da una disciplina che ne regola le tonalità e le atmosfere. 


Redazione

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BÄRBEL REINHARD

E' nata nel 1977 a Stoccarda in Germania. Dopo la laurea in Storia dell'Arte e Sociologia alla Humboldt-Universität di Berlino si è diplomata in Fotografia Professionale presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze, dove insegna attualemente accanto al lavoro come fotografa freelance. Ha partecipato a numerosi workshop con fotografi e curatori internazionali e ha esposto in numerose mostre in Italia e all'estero.

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Enrico Bianda

E' nato nel 1971 in un paese vicino a Zurigo. In Svizzera è restato fino al 1994, quando ha terminato gli studi di Scienze politiche a Losanna. Attualmente vive a Lugano dopo più di venti anni passati a Firenze. E' giornalista di Rete 2, il canale culturale della Radio Svizzera Italiana, dove conduce un programma di attualità. Per molti anni ha fatto l’inviato raccontando sopratutto l’Europa Orientale. Ha un dottorato di ricerca e dal 2001 al 2015 ha insegnato giornalismo all’Università di Firenze; fa parte della redazione della rivista Problemi dell’informazione (il Mulino) e ha pubblicato con Carlo Sorrentino "Studiare Giornalismo" (Carocci, 2013). Fotografa.

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Ferruccio Mazzanti

Vivette, visse e vive a Firenze sotto il segno dell’Ariete. La sua infanzia fu tormentata da continui litigi coi compagni di classe, da cui fuggiva dedicandosi con tutto il suo cuore ad attività sportive di vario genere. Fu solo dopo la scoperta della bellezza femminile che si dedicò alla Poesia come metodo scientifico di approccio, più o meno nell’epoca delle Scuole Medie, con dubbi risultati, eppur tuttavia, secondo alcuni, furono piuttosto le punizioni dei professori liceali e le lunghe ore di solitudine determinate dagli studi Classici ad aprirgli il mondo dell’interiorità prosaica. Da allora scrive, nonostante la laurea in filosofia estetica. Collabora con diverse riviste on-line e cartacee. Vuole vivere. Ha in progetto di vincere il premio Nobel.

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MATTHEW LICHT

E' nato nell’estremo nord-est degli Stati Uniti, ma è cresciuto a Firenze, questo gli ha causato non pochi problemi. “Uno si sente senza terra,” racconta, “forse per questo devo inventare un mondo fatto di ricordi, strane visioni e persone spaesate quanto me.” Scrive schizofrenicamente in inglese e italiano. Vive tra scrivania e bicicletta. Ogni tanto sale sul palcoscenico per declamare episodi tragicomici-indecenti, accompagnato da una chitarra blu. Per Stanza 251 ha pubblicato il romanzo breve “Lo Niglu, storia di mare e cucina”.

SERGIO TOSSI

Ha interpretato in modo personale molti dei ruoli fondamentali nel sistema dell’arte contemporanea. All’inizio della carriera con la sua “domestic gallery” - una serie di mostre allestite nell’appartamento in cui allora abitava - ha introdotto a Firenze un modo fresco e disinvolto di accostarsi alle opere degli artisti. Più tardi, a partire dall’inizio degli anni Novanta, nelle ampie gallerie di Prato e Firenze (eleganti spazi industriali ristrutturati) ha indagato e proposto molta pittura italiana ed internazionale, figurativa ed astratta, senza trascurare altre forme di espressione artistica costruendo di fatto un vero e proprio percorso di ricerca all’interno del lavoro delle nuove generazioni. dal 2009 al 2011 è stato direttore del Centro per l’arte contemporanea EX3 di Firenze. dal 2012 opera come curatore indipendente. Scrive di arte e basket sul quotidiano La repubblica. 

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SIMONE LISI

(Firenze 1985 - Vivente) A volte, senza un motivo apparente, scrive. I suoi racconti sono apparsi sui blog Scrittori precari, Verde Rivista, L'inquieto, In fuga dalla bocciofila, In Zona Cesarini, Cose da libri. Si è laureato in filosofia con una tesi su Kafka. Oggi lavora part-time in un ufficio assicurativo anti infortunistico. Collabora alla redazione di Stanza 251 dal 2014.



Cosa siamo

Stanza 251  vuole essere un luogo di incontro per una costellazione di scrittori ed artisti, spiriti affini in una tensione tutta orientata verso le urgenze del panorama contemporaneo.

Gli autori sono differenti per poetiche personali, linguaggi adottati, prospettive di ricerca, età anagrafica, luoghi di residenza. Questa complessità di situazioni, ispirazioni e forme espressive ci sembra costituire un ricco tessuto di fondo della nostra stanza.

Ci piace che da questa molteplicità di percorsi, dagli incidenti, dalle sovrapposizioni, dagli incroci delle discipline - narrazioni, poesia, immagini - possano svilupparsi onde inedite e stimolanti. 

Collocata in un suo spazio originale a metà strada tra rivista letteraria e galleria d'arte, Stanza 251 non rappresenta solo un mosaico immateriale ma rispecchia l'attività di una comunità di autori che si mette in gioco intensamente anche all'esterno dalla rete, producendo eventi concretissimi: mostre, letture, incontri pubblici. 

 

Il logo della Stanza 251 è disegnato Sinem Samuray