Elisabetta Beneforti Elisabetta Beneforti

Ci sono ancora movimenti brevi

Trieste confine
come Coney Island ultima fermata
ho visto tante strade non ricordo un nome
come molte carte in zona
paesaggio tirato alle lunghe
sono partita il giorno in cui viene estate

 

Trieste confine
come Coney Island ultima fermata
ho visto tante strade non ricordo un nome
come molte carte in zona
paesaggio tirato alle lunghe
sono partita il giorno in cui viene estate
il solstizio e l’equinozio
ritmi facilissimi da toccare
oppure paesaggi immaginari
e cosa sente io o te dentro
e quale arrivo se c’è stato
se c’è racconto di cosa parla
cosa sarà di tutto questo con noi
il volo e le orchestrine
ora cresce piano piano
alle otto o poco più sul molo
oltre la collina il deserto
adesso cosa vedi e cosa fai
you still
alla fine dei miei sogni


ci sono ancora movimenti brevi
filamenti sotto filamenti e globi perfetti
madreperla è colore e materia
le conversazioni galleggiano
in avanscoperta di buone e cattive vibrazioni
è stato detto di ascoltarle con l’orecchio a terra
poi raccoglierle e annusarle
come si fa con i fiori, è stato detto
solo buone vibrazioni a seguire
intere stagioni oppure il tempo che ci vuole
abbiamo sentito un giro di accordi rotondi
abbiamo passato la ragnatela così grande
temi celesti e appunti in carta carbone
strade principali e strade secondarie
pioggia e immersione, pioggia e immersione
il sole è arrivato fino a lì da quella parte in silenzio
per ascoltare romanze o mai più avanzi


strade parlano poi si staccano
quanto poco valore è contato
abbiamo bisogno di cambiare lingua
dunque Lilith e le altre sorelle
sottosuolo, tempi nuovi con indicazioni
tristezza porta sonno anzi no freddo-ossa
eliminare i blank con scrittura piena
queste tavole di elementi e rossetti nell’astuccio
punto in un cerchio non mancherà il tempo certo
perché incontriamo o pensiamo di incontrare
per i cardi e le formiche per quanto arriva
per l’uomo del confine per il pifferaio a Hamelin
per Vangelo Bagvagita Cabbala Tarocchi e quant’altro
rovistare nelle piaghe del linguaggio
perché chiudiamo gli occhi e aspettiamo l’ascolto
per contare tre a tre
o domani è terra di nessuno


l’ultima stanza non ha campane
15 gradi meno ma bianca come al sud
punti dietro linea o superficie
le sue piante hanno bisogno di acqua
mentre tutto è in movimento
i quadri si scambiano le figure
era notte quella volta
tirava vento sulla terrazza
sabbia negli occhi dappertutto
o forse è una ruota che gira
gira proprio così proprio così
sono temporali senza ombre
mano non basta per sentirli
poi i giorni della rabbia finiscono
solo campi di sole come al sud
saremo diversi da tutti
 

Elisabetta Beneforti (testo e immagini)

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Elisabetta Beneforti Elisabetta Beneforti

Improvvisa

le contrade lunari sai

hanno una luce fluorescente

quaggiù è molto diverso

i contrasti sono cangianti

sembrano fatti per abbagliarci

invece che consolarci del buio

apposta abbiamo i linguaggi

e ogni loro senso allacciato

proseguono veloci loro

arrivano al nocciolo loro

se vogliamo noi seguirli

farne cibo e provviste

non rompere questo ritmo

non incrinare le luci

le parole rimangono incisivi

dentini angelici lasciano segni

dove vanno si appoggiano

per riprodurci liberamente

siamo ad un punto

siamo pronti

 

Elisabetta Beneforti

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Elisabetta Beneforti Elisabetta Beneforti

Cartoline da NYC

Elisabetta Beneforti legge la poesia "Cartoline da New York".  

foglie solo foglie, ritmo solo ritmo

questa pace questa bellezza

gli anniversari sono lucciole sullo sfondo

continua a sorridere

il tuo splendido sorriso

sotto vetro sotto l’armadio

sotto il letto finiscono valige e scarpette

 

Elisabetta Beneforti (testo, voce e immagine)

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