Ci sono ancora movimenti brevi
Trieste confine
come Coney Island ultima fermata
ho visto tante strade non ricordo un nome
come molte carte in zona
paesaggio tirato alle lunghe
sono partita il giorno in cui viene estate
Trieste confine
come Coney Island ultima fermata
ho visto tante strade non ricordo un nome
come molte carte in zona
paesaggio tirato alle lunghe
sono partita il giorno in cui viene estate
il solstizio e l’equinozio
ritmi facilissimi da toccare
oppure paesaggi immaginari
e cosa sente io o te dentro
e quale arrivo se c’è stato
se c’è racconto di cosa parla
cosa sarà di tutto questo con noi
il volo e le orchestrine
ora cresce piano piano
alle otto o poco più sul molo
oltre la collina il deserto
adesso cosa vedi e cosa fai
you still
alla fine dei miei sogni
ci sono ancora movimenti brevi
filamenti sotto filamenti e globi perfetti
madreperla è colore e materia
le conversazioni galleggiano
in avanscoperta di buone e cattive vibrazioni
è stato detto di ascoltarle con l’orecchio a terra
poi raccoglierle e annusarle
come si fa con i fiori, è stato detto
solo buone vibrazioni a seguire
intere stagioni oppure il tempo che ci vuole
abbiamo sentito un giro di accordi rotondi
abbiamo passato la ragnatela così grande
temi celesti e appunti in carta carbone
strade principali e strade secondarie
pioggia e immersione, pioggia e immersione
il sole è arrivato fino a lì da quella parte in silenzio
per ascoltare romanze o mai più avanzi
strade parlano poi si staccano
quanto poco valore è contato
abbiamo bisogno di cambiare lingua
dunque Lilith e le altre sorelle
sottosuolo, tempi nuovi con indicazioni
tristezza porta sonno anzi no freddo-ossa
eliminare i blank con scrittura piena
queste tavole di elementi e rossetti nell’astuccio
punto in un cerchio non mancherà il tempo certo
perché incontriamo o pensiamo di incontrare
per i cardi e le formiche per quanto arriva
per l’uomo del confine per il pifferaio a Hamelin
per Vangelo Bagvagita Cabbala Tarocchi e quant’altro
rovistare nelle piaghe del linguaggio
perché chiudiamo gli occhi e aspettiamo l’ascolto
per contare tre a tre
o domani è terra di nessuno
l’ultima stanza non ha campane
15 gradi meno ma bianca come al sud
punti dietro linea o superficie
le sue piante hanno bisogno di acqua
mentre tutto è in movimento
i quadri si scambiano le figure
era notte quella volta
tirava vento sulla terrazza
sabbia negli occhi dappertutto
o forse è una ruota che gira
gira proprio così proprio così
sono temporali senza ombre
mano non basta per sentirli
poi i giorni della rabbia finiscono
solo campi di sole come al sud
saremo diversi da tutti
Elisabetta Beneforti (testo e immagini)
Improvvisa
le contrade lunari sai
hanno una luce fluorescente
quaggiù è molto diverso
i contrasti sono cangianti
sembrano fatti per abbagliarci
invece che consolarci del buio
apposta abbiamo i linguaggi
e ogni loro senso allacciato
proseguono veloci loro
arrivano al nocciolo loro
se vogliamo noi seguirli
farne cibo e provviste
non rompere questo ritmo
non incrinare le luci
le parole rimangono incisivi
dentini angelici lasciano segni
dove vanno si appoggiano
per riprodurci liberamente
siamo ad un punto
siamo pronti
Elisabetta Beneforti
Cartoline da NYC
Elisabetta Beneforti legge la poesia "Cartoline da New York".
foglie solo foglie, ritmo solo ritmo
questa pace questa bellezza
gli anniversari sono lucciole sullo sfondo
continua a sorridere
il tuo splendido sorriso
sotto vetro sotto l’armadio
sotto il letto finiscono valige e scarpette
Elisabetta Beneforti (testo, voce e immagine)