Circostanza 251 - Nella stanza 251
Gli occhi trascinano
lettere scritte
un mattone sotto l’altro;
ranuncoli preservano
la memoria incolta,
numeri di città:
Roberta DE Piccoli (Cartavetra, 10 Giugno 2016)
25 aprile
fotografia di Giampiero Palmieri
Gli occhi trascinano
lettere scritte
un mattone sotto l’altro;
ranuncoli preservano
la memoria incolta,
numeri di città:
un giorno e un mese
per ristrutturare il palazzo.
“Rifugio è scritto ancora
su sfondo nero” mi dici
osservando il ferro della rete
affianco “mentre qui non c’è più
posto; nemmeno per bestemmiare”
e la luce ruggine rimane
serrata alle mani.
Roberta De Piccoli
Due poesie
fotografia di Roberta de Piccoli
Le Scarpette rosse
Sento venir meno lo spazio,
sono stanca del tempo.
Rimboccami le coperte.
Sfiorami la fronte, quasi vicino;
abbastanza da incrociare il fiato.
Non troppo, vorrei chiudere gli occhi.
Il mio cavallo ha briglie sciolte
e corre rapido anche di notte.
Le scarpette sono appese al letto:
ne avrai cura mentre riposo?
Balsamo, per profumare
i piedi, amido per rinfrescarli:
è tutto, senza trappole,
il fabbisogno.
fotografia di Roberta de Piccoli
Senza legge
Sino a stamane camminava
per strada, dicono. Ora
è riverso ai piedi del tetto,
recintato da linee d’ordine.
Silenzio cardiologico:
è sufficiente cadere.
Dopo lo sciopero dei treni,
tra i finestrini sporchi e la bottiglia
pressata da giorni nel cestino,
benedico quest'acqua:
gli occhi possono leggere
'che la vita ha fame e fa male!
Senza legge, le macchine
sono ribelli garanti.
Roberta De Piccoli
Confini [a Lucia]
fotografia di Roberta de Piccoli
La bambina
imparò il vuoto
stringendo a sé
la bambola di pezza.
Fu grande.
Una doverosa
coincidenza
di ghiaccio e burro.
I giorni non sono
inconcludenti,
semplicemente, così.
Per non irrancidire.
Roberta De Piccoli
Senza tetto, viaggio verso casa
Francesco Niccolai, Beograd 2014
senza tetto, viaggio verso casa.
un rifugio, sparso di memoria
e d’accoglienza, sicuro.
passo dopo passo
ne circoscrivo e definisco
le forme, compongo
Francesco Niccolai, Sarajevo 2014 #1
una planimetria di echi, di bene.
documento le celle regolari:
entro, esco, cerco, stendo,
suono, ritorno, scappo, mi affaccio,
annuso il mare, mi nutro, ritorno.
porto sempre tutto dentro me.
Francesco Niccolai, Sarajevo 2014 #2
un rifugio, rischiara l’oscurità
e ripara dal maltempo, scalda le ossa.
senza tetto, viaggio verso casa
Roberta De Piccoli
Joseph and Mary
[greeting’s walking blues]
Bla bla abla ablaaaaaaa blalalalalalalaaaaaa a a a a a
A a aa a aa blllllà lalà
Natale in Libreria.
Leggo di un tale
fermato tra i tavoli di un’Osteria, ostaggio di un pranzo di parenti
ostaggio di parole strette al cellulare tra i denti.
Fatemi uscire dalle pagine di questo Gambero Rosso, urla,
vorrei pasteggiare con i tre Re del Presepe, anzi più propriamente
…fumare quelle loro rare erbette!
No, devi partecipare al dramma familiare!
È imposto! A sedere!
Vietato passare.
Bla bla abla ablaaaaaaa blalalalalalalaaaaaa a a a a
A a aa a aa blllllà lalà
Natale in Libreria.
Leggo di una tale
fermata all’ingresso di una Pasticceria, ostaggio di un corteo provinciale,
ostaggio di parole strette alle orecchie del proprio cellulare.
Fatemi entrare, urla, non sono un’intellettuale!
Vorrei guarnire lo sfondo del mio Presepe con panettoni per monti
e il cielo di stelle frollate da zucchero a velo imbiancate.
No, devi partecipare alla manifestazione locale!
È imposto! Marciare!
Vietato passare.
Bla bla abla ablaaaaaaa blalalalalalalaaaaaa a a a a a a
A a a a a a a blllllà lalà
Natale in Osteria.
Natale in Pasticceria.
Leggo di due tali
che si dovevano fidanzare: avevano appuntamento in Libreria
per fare l’amore tra erotici romanzi e raccolte di sensuale poesia
Ostaggi di banali quotidianità, hanno perduto la loro opportunità
ora sono due statuine nel mezzo:
protagonisti, sì… Effimeri rappresentanti,
tra i fiatoni di un bue e di un asino, riassestano la biada del bambino.
Il loro? no… quello di un altro...
Roberta De Piccoli (testo e immagini)