Quindici declinazioni della nuova narrativa toscana

Stanza 251 presenta in anteprima una preziosa cartografia delle nuove voci della narrativa toscana tracciata da Vanni Santoni. Questo testo sarà pubblicato in forma cartacea come postfazione alla raccolta "Odi - quindici declinazioni di un sentimento", antologia di racconti curata da Gabriele Merlini, in uscita presso la casa editrice effequ a Ottobre 2017.

 Vanni Santoni fotografato da Carlo Zei

Vanni Santoni fotografato da Carlo Zei

Questo libro è importante. Per sostenere un’affermazione così perentoria è necessario fare alcuni passi indietro. Il primo, di quattro anni: nel 2013 usciva, per questo stesso editore, e sempre curata da Gabriele Merlini, l’antologia Selezione naturale, con racconti di Francesco D’Isa, Gregorio Magini, Valerio Nardoni, Alessandro Raveggi, Marco Simonelli e Collettivomensa, oltre che del sottoscritto. Quell’antologia, assieme e in contemporanea con Toscani maledetti, uscita nello stesso anno per Piano B e curata dal critico Raoul Bruni (Toscani maledetti che ampliava, con racconti di Baldanzi, Bertelli, Calamini, Dai Prà, D’Isa, Genovesi, Ghelli, Giannini, Grossi, Gucci, Magini, Matteoni, Mavilla, Nardoni, Naspini, Piccinni, Raveggi, Ricci, Rovelli, Santoni e  Simonelli, il tiro di Selezione naturale da Firenze all’intera Toscana), fotografava quella scena letteraria che si era coagulata e formata negli anni intorno a una serie di riviste autoprodotte. La capostipite, ed eccoci nei primi anni duemila, fu Mostro, nata in seno al movimento fiorentino e fondata, tra gli altri, da D’Isa e Magini; poi Slipperypond, che nasceva a partire dal blog del curatore di questo stesso libro, e Re:vista, fondata da Raveggi; nella generazione subito successiva a queste, Collettivomensa, Riot Van e la rivista online di critica 404:FNF, che oltre a proporre nuove voci continuarono a raccogliere contributi di chi si era formato sulle precedenti e nel frattempo aveva trovato riconoscimento nazionale, fungendo così anche da ponte fra generazioni. Da tale humus nacquero eventi capaci di aggregare la scena, come le quattro edizioni della nottata di letture “Torino una sega” al Caffè Notte, nell’Oltrarno fiorentino, la singola edizione del festival “Ultra”, la mobilitazione contro un truffaldino “Festival dell’Inedito” e una quantità di nuove riviste come Con.Tempo, A few words, Street book magazine, L’eco del nulla, Stanza 251, L’indiscreto, In fuga dalla bocciofila, Maz, The FLR, e non è casuale che gli autori presenti in questa antologia, nati tra il 1980 e il 1990, si siano quasi tutti formati in dette riviste (quando non le hanno proprio fondate), si siano visti leggere a Torino una sega, studiare scrittura sugli Appennini, ai seminari organizzati da Riot Van o alla Cité (che nel frattempo aveva preso il posto del Caffè Notte come epicentro della scena letteraria), gestire la sezione libri della stessa Cité, uscire coi loro racconti sul Corriere Fiorentino e sui free press cittadini, partecipare a iniziative sorte proprio dall’ultima generazione di riviste letterarie come “Firenze RiVista”, fino a organizzare loro stessi i propri reading e farsi vedere coi propri testi su riviste e blog letterari nazionali. In mezzo a questa espansione, che abbraccia ormai un decennio, non può essere sottovalutato il ruolo di effequ: la Toscana e Firenze, a fronte di tanta vitalità letteraria, non mettono più in campo una presenza editoriale tale da valorizzarla, e così è toccato alla piccola edizioni effequ da Orbetello non solo realizzare due antologie, ma anche garantire un esordio in libreria a Francesco D’Isa, allo stesso Gabriele Merlini e tra poco anche a Simone Lisi, presente in questo volume.
Questa antologia è importante perché, al di là del tema su cui si sono cimentati gli autori e della declinazione che ciascuno gli ha dato – il tema, che è l’odio, è tanto ampio e attuale (ma è mai stato l’odio inattuale, se non forse a Haight-Ashbury nell’estate del ’67?) da aver permesso a ogni autrice e a ogni autore di continuare a sperimentare con le modalità espressive e i temi che gli sono più cari, – viene a effettuare, quattro anni dopo Selezione naturale, la fotografia di una scena, a un grado molto più embrionale, e quindi, in potenza, molto più interessante, rispetto a essa: se allora gli autori erano quasi tutti già editi, qua siamo di fronte a quindici esordi puri, e se non c’è dubbio che la responsabilità di continuare a coltivare la scena stia già passando dalle nostre mani a quelle delle nuove leve qui presenti, è, credo, altrettanto certo che il futuro della letteratura fiorentina e toscana, e di una parte di quella nazionale, passerà attraverso almeno alcuni dei nomi che qua si cimentano con una prima prova narrativa destinata alla libreria.

Come è giusto per un progetto che voglia avere un proprio respiro, questa antologia sa anche rendersi imprevedibile, uscendo dai confini regionali per andare a pescare sia nomi noti e legati alla scena per collaborazioni e amicizia, come Giovanni Bitetto, il duo Daniele Gambetta/Danilo Pettinati o Flavio Pintarelli, sia altri autori di fresca scoperta: un romano, Jacopo La Forgia, a testimonianza della vocazione di Orbetello a uno sguardo anche nella direzione opposta alla Toscana, e un autore locale ancorché esterno alla scena come Sergio Oricci, i quali vanno ad arricchire un roster di nomi ormai noti, per la loro fitta attività critica e di scrittura, non solo in San Frediano, ma ovunque si segua da vicino l’underground letterario, come Benedetta Bendinelli, Carlo Benedetti, Giovanni Ceccanti, Francesca Corpaci, Tommaso Ghezzi, Simone Lisi, Elisabetta Meccariello, Giulio Pedani, Zoe Rossi e Andrea Zandomeneghi. Tutti autori a cui questa antologia offre l’opportunità una prima uscita, confermandone le potenzialità e avvicinandoli alla possibilità della futura pubblicazione di una loro raccolta o di un loro romanzo. Scriveva Roberto Bolaño che i capolavori sarebbero come sequoie o orchidee ma non si è mai vista nascere una sequoia o un’orchidea fuori da una foresta. Coltivare la scena significa gettare i semi di quelle foreste, e questo libro dimostra che vale la pena farlo.

Senza titolo.jpg

"Odi - quindici declinazioni di un sentimento" è una antologia di racconti curata da Gabriele Merlini con postfazione di Vanni Santoni,  in uscita presso la casa editrice effequ a Ottobre 2017.

Vanni Santoni