L'appartamento del vecchio proprietario/The Old Owner's Private Quarters

L’appartamento del vecchio proprietario

 

Gustave Eiffel riservò per sé un appartamento segreto in cima al suo torreggiante capolavoro. Sentendosi responsabile, voleva vivere assieme a ciò che aveva creato; anzi, voleva viverci dentro, di nascosto.

L’Hotel Kranepool non è proprio un monumento della città. La struttura incombe meditabonda sullo skyline al crepuscolo. Esiste per fornire stanze disabitate a chi arriva da fuori, o agli autoctoni per condurre i loro affari privati fuori dalle loro solite dimore.

Il Sig. Kranepool si tenne una suite nell’albergo che comprò quando finì la sua carriera di atleta professionista. Visse e morì di nascosto nel suo sogno.

 

   

 

 

Le porte sono aperte, ma ciò non vuol dire che devi entrare.

Il vecchio teneva qui il secchio del piscio. L’hanno rimosso gli addetti alla manutenzione.

Sig. Kranepool fece smantellare il bagno quando decise in modo definitivo di non lavarsi mai più. Non volle essere indotto in tentazione. 

 

Ancora piscio. Gli piaceva tenerlo al caldo. Il tepore ne spargeva l’acre profumo.

Qui si recise le vene dei polsi, o si tagliò la gola, quando decise che ne aveva avuto abbastanza di questa vita.

The Old Owner’s Private Quarters

 

Gustave Eiffel reserved an apartment for himself at the top of his towering masterpiece. He wanted to live with, live inside, what he’d created. 

The Hotel Kranepool’s not exactly a monument. The structure hulks and broods against the twilight. Its purpose is to make rooms available to out-of-towners who need to spend a night or two in our fair city, or to locals who want to take care of personal business outside their homes. 

Mr Kranepool kept a suite for himself in the hotel he bought after his career as a professional athlete was over. He lived and died in his dream.

 

The doors are open, but that doesn’t mean you should go in.

 

The old man kept his piss-bucket here. Maintenance workers removed it.

 

He had the bathroom dismantled when he decided to stop washing, permanently. He didn’t want to take any chances, after that.

 

More piss. He liked to keep it warm. Heat spread the tangy perfume.

 

This is where he slit his wrists, or cut his own throat, when he decided he couldn’t take it any more.

 

 

matthew licht