Mass Xylophrenia: The Vibraphone Mysteries

At night, I wander the sleeping Hotel Kranepool’s deserted corridors. Different light-fixture styles on each floor are a nice touch. The paintings on the walls are changed monthly. The guests may purchase them, if they so desire.

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There shouldn’t be a soundtrack for these professional duty ramblings, yet the air-conditioned melodies persist: soothe jazz. Round, ringing notes in tune with the music of the spheres in spin above the nocturnal Kranepool’s rooves. 

Music like the saltpeter prison wardens put in convicts’ food. Keeps the guests calm, unaware that they’re being tranquilized. Management fears rebellion in any form.

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Ear to the wallpaper: nothing. The spooky sounds emanate from the light-fixtures, somehow.

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Check the back-log registers in the Records Vault in the basement: Bingo! Mallet-slingers once flocked to the Hotel Kranepool like soothing seagulls.

This wasn’t supposed to be Famous Guests, part 4 (coming soon!), but here goes:

 Madame O

Madame O

Cruz Oshida, 1962

Known as the “Queen of the Double-Triple Bounce”, Madame O soothed with even greater delicacy than her male mallet-mates. Her dissonant stylings suggested perfume rivers, silk robes, and torture. She mollified ‘em six nights straight at the Kranepool Lounge, but mysteriously never returned. The memories echo and vibrate still.

 Francisco "Cheech" Brujo

Francisco "Cheech" Brujo

Francisco “Cheech” Brujo, 1953

A certified star of the musical tiles, Cheech scored many hit 45s. His rivalry with Frank Sinatra was not of a musical nature. The two never made music together (the Chairman of the Board notoriously despised the vibraphone sound), never even met in the flesh. Suffice it to say that El Brujo had a way with the ladies: mucho mallet-o. Cheech Brujo played the Kranepool at the twilight of his career. He set down his soft hammers before an empty room for the last time, and asked Management if he could run out his engagement as a waiter, or a bellboy. Whether this request was granted is unknown.

 Brewster "Bootsie" Coffin

Brewster "Bootsie" Coffin

Brewster “Bootsie” Coffin, 1966

Yankee charm and top-notes of pine wafted into the Kranepool Lounge courtesy of this WASPy tombstone-tapper. She threw show-biz wisdom to the winds, and dragged her vibraphone outside to play her hit composition “Spring Rings True”. She busted a C-sharp tile when she found out that Management deducts Room Service and Dry Cleaning from paid entertainers’ checks. She never came back.

Xilofrenia di massa: I misteri vibrafonici

Di notte giro per i corridoi deserti dell’Hotel Kranepool dormiente. L’illuminazione cambia a ogni piano: bel dettaglio. I quadri alle pareti vengono cambiati ogni mese. Gli ospiti li possono acquistare, se desiderano.

Non ci dovrebbe essere una colonna sonora per queste peripezie notturne di lavoro, ma le melodie persistono, nell’aria condizionata: un jazz da sonnambuli. Note tonde in sintonia con la musica delle sfere che oscillano sopra i tetti non illuminati del Kranepool. 

Musica come il salnitro che i direttori di carcere fanno mettere nel cibo dei detenuti. Fa stare tranquilli gli ospiti, che sono inconsapevoli di essere narcotizzati. La Gestione teme qualsiasi forma di ribellione.

Ausculto la carta da parati: niente. I suoni spettrali sgorgano dalle lampade, in qualche modo.

Controllai i registri arretrati archiviati nel caveau: Bingo! Una volta gli artisti del mazzuolo sciamavano all’Hotel Kranepool come gabbiani dalle piume di camomilla.

Questo non doveva essere l’episodio Ospiti famosi, parte 4 (prossimamente sul vostro schermo del computer!), ma ecco a voi:

Cruz Oshida, 1962

Meglio conosciuta come “La Regina della Doppia Terzina”, Madame O aveva il tocco ancora più leggero dei suoi colleghi maschi. I suoi arpeggi dissonanti suggerivano fiumi di profumi alle essenze esotiche, vestaglie di seta, e tortura. Fece addormentare le folle osannanti per sei notti di fila al Kranepool Lounge, ma poi, misteriosamente, non vi tornò mai più. Le memorie echeggiano e vibrano tutt’ora...

Francisco “Cheech” Brujo, 1953

Un’autentica stella delle mattonelle musicali, Cheech sfornò un numero impressionante di successi a 45 giri. La sua rivalità con Frank Sinatra non era di natura musicale. I due non fecero mai musica insieme (Sinatra detestava il vibrafono), né si conobbero mai di persona. Si dice che El Brujo avesse il mazzuolo più contundente dei due. Suonò al Kranepool solo al tramonto della carriera. Pose i mazzuoli morbidi davanti a una sala vuota, e chiese alla Gestione se poteva finire il contratto come cameriere, o facchino. Non si sa se questo gli fu concesso. 

Brewster “Bootsie” Coffin, 1966

Fascino yankee profumato al pino silvestre riempì il Kranepool Lounge durante l’unico concerto della martellatrice Wasp. Per il bis, trascinò lo strumento fuori sul terrazzo per suonare il suo successone “Echeggia la primavera!”. Ruppe il tegolo di La minore dalla rabbia quando scoprì che la Gestione trattiene le spese di Room Service e di tintoria dalla paga degli intrattenitori. Non fece ritorno.

matthew licht