C’è rifugio nel misticismo grezzo

Su proposta di Andrea Zandomeneghi - diabolica mente e proboviro dietro al concorso letterario “Urbanità tentacolare”, nonché collaboratore di Zest Letteratura Sostenibile e  il Foglio - volentieri pubblichiamo la poesia di Andrea Donaera che ha vinto la prima edizione del concorso.


C’è rifugio nel misticismo grezzo
che suscita il tramonto. Tramortito
vi lascio tutto – e questo sa di fine –
vecchi alle panchine di Piazza Candia,
bimbi aspiranti Del Piero giù al porto,
e pensionati all’ombra delle chiese.
Lascio il giallastro della Cattedrale,
la sabbia sporca della Purità,
e lo sgretolarsi delle fontane.
L’ideale dell’olio buono, lascio,
dei calamari ripieni, dei gamberi.
Questo nostro rifugio. Questo nostro
amarci di pietra e terra. Gallipoli,
cara, quanto sai di fine, così
simile a una Madonna che mai
appare.


 Andrea Donaera fotografato da Dino Ignani

Andrea Donaera fotografato da Dino Ignani

Andrea Donaera (Maglie, 1989) vive a Bologna. È laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università del Salento, dove è fondatore e segretario del Centro di ricerca “Pens: Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”. Suoi testi e interventi sono stati ospitati su blog e riviste, tra cui «Nuovi Argomenti», «Minima&Moralia», «Nazione Indiana» e «Atelier». Dal 2016 dirige la collana di poesia Billie della casa editrice ‘Round Midnight.

Andrea Donaera