Filippo Rigli Filippo Rigli

Sta per finire

Tempo tre giorni e chiudono l'albergo. Un anno o anche di più. Ristrutturazione, e cassa integrazione. I miei colleghi sono preoccupati. A me fa piacere. Il pensiero di non fare un cazzo per un anno e passa mi fa stare benone, rilassato e pieno di buoni propositi per il futuro. Sostanzialmente film scaricati, canne e bevute. E che altro?

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Pari e patta

Il tipo grosso si gratta la nuca, ha i capelli corti sotto e un po' più lunghi sopra, senza sfumatura. In grembo ha una mazza da baseball. Sul sedile del passeggero l'altro tizio, magro scavato occhi neri,

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C'è posto sulla collina

Fammi mandare Laura, disse il direttore nel citofono. La biondina, quella nella postazione in terza fila. La segretaria riappese. Aveva capito. Il direttore si alzò e si stirò, riavviò i capelli con le mani e si sedette di nuovo. Bussarono alla porta.

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Era lei

Presi l'autobus per un pelo. La collega a darmi il cambio era arrivata precisa. Aveva cominciato a piovere proprio mentre salivo sul mezzo

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Sic volvere parcas

Dai racconta, gli fece Mario. Dette un filo di gas in folle, il motore rombò. Aprirono i finestrini, si crepava dal caldo. Un’estate micidiale, dicevano al telegiornale.

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Il natale di Emily

Emily riassettò il fuoco nel camino, ci soffiò sopra e si passò le mani sulle braccia incrociate. Fuori era freddo. Era la notte della Vigilia.

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