Presentiamo su Stanza 251 una intensa e stimolante conversazione con il pittore americano Joshua Flint. Le sue scene arcane sono saturate con colori di sogno, ambientate in luoghi alterati da fenomeni inspiegabili: montagne fosforescenti innevate, giardini e foreste impregnati di una oscura vitalità, misteriosi interni con grandi vetrate con vista su dimensioni alternative. I suoi personaggi bruciano dentro fiamme fredde, sostano pietrificati in mezzo a mari in tempesta, si bagnano in piscine impossibili.
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Sopravvissuta alle ricorrenti profezie di una morte imminente, la pittura è oggi molto vivace in tutte le sue storiche declinazioni ed affascinanti evoluzioni. All'interno di una nostra specifica ricerca sulle forme più innovative di questo linguaggio espressivo, abbiamo deciso di porre alcune domande a Callum Green, giovane artista inglese, erede di una lunga e splendida tradizione di pittura astratta. A nostro parere uno dei più avventurosi tra i protagonisti della scena internazionale.
Read MoreLa gestione del Dryden West organizza feste e altri eventi per crearci delle piacevoli attese. A meno di sessantacinque anni l’attesa ha un altro significato. Ricordo bene le emozioni che precedevano una festa. Sono solo ricordi. Ballare con la Signora Hagstrom è un’altra storia. Dopo averle fatto fare qualche giro in pista, mi sento obbligato a chiedere anche ad altre signore di ballare. Molte non vogliono, o così dicono. Gli uomini sono una minoranza qui, quelli che sanno ballare ancora di più.
Read Moredeep surface is not (or not yet) a project but a flux, merging materials and ideas. It's an ongoing work dealing with possibilities of non-narrative narratives, not necessarily with a sequence and a straight fil rouge, but an investigation of alternatives to storytelling - a visual language that's simultaneously, more similar to an écriture automatique, giving a second, a third life to images - not necessarily my own, reflecting also on authorship.
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