Le lacrime di Hosé Santiago Diaz

Quando Hosè Santiago Diaz posò il ricevitore, tre gocce di sudore gli scendevano sulle guance. Faceva molto caldo quel giorno al paese. I bambini giocavano con un pallone di stracci oltre il cortile di nonna Suarez. La stanza odorava di nafta per proteggere dalle tarme i vestiti nell’armadio

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Tommaso Ferrara
P.I.llole

Il suono metallico della sveglia infranse il muro sottile del suo sonno agitato e la riportò a contatto con la realtà. Ore sei e sedici minuti. Era tempo di alzarsi, lavarsi, pettinarsi, fare colazione e andare al lavoro.

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Aldo Quario
Dodici anni fa

Adesso abitano appena fuori città, in una frazione in collina sopra Firenze. La casa è grande, una villetta ottocentesca su due piani. C’è un garage, un giardino, una piscina rivestita di mattonelle bianche e azzurre con l'impianto di depurazione.

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No regresa coyote

Visto che ero un disastro per quanto riguarda gli aspetti pratici della vita, Diana si deluse che fossi creativo. Quando andò a rotoli l’ennesimo lavoro che mi aveva combinato, non mi buttò fuori di casa. Mi disse di Sandpaper Studio.“Il marito di una collega ha imparato a disegnare mentre era tra lavori,” disse Diana. “Per cinque dollari ci puoi passare l’intero pomeriggio.”

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Matthew Licht
Presentando "Un'altra cena" a Stanza251

Un'altra cena (Effequ, 2018) è un romanzo che, guarda un po', parla di una cena.
Tuttavia, oltre a descrivere le avventure dei quattro protagonisti, quello che ho cercato di fare è stato effettuare il carotaggio di una cena. Carotaggio?

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Simone Lisi
Cucire

Cucire: perché mai?  Cucire la camicia che si è scucita alla manica, era del resto una camicia Oviesse pagata venti euro ai saldi, una camicia di finto lino. Voglio dire che la distruzione era prevista. 
Perché allora quella scelta, di cucire e non piuttosto buttare, tirare via tutto nel cestino, o ignorare la questione e ripensarci la prossima estate?

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Simone Lisi
Meta fisica

Ned sventolò un volantino sotto il naso di Joe e disse, “Io ci vado.” Era un invito a una festa per: Grosse donne e i loro ammiratori. Ned era la persona più buffa che Joe avesse mai conosciuto, ma non stava scherzando.

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Matthew Licht
Il piccolo protettore

I suoi genitori avevano problemi perfino per pagargli la mensa scolastica. Una sera sentì che parlavano in cucina.
“Licenziato” voleva dire che suo padre non aveva più lavoro e che non gli sarebbero più arrivati soldi. Non era una cosa nuova: i lavori dei suoi genitori erano di una brevità usa e getta, soprattutto getta.
Parlarono per un tempo interminabile della banca e del lavoro

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Enzo Fileno Carabba
I centauri

Non devi averne paura, mi diceva mio padre. Eravamo sul limitare del bosco. Ci eravamo messi in cammino prima dell'alba e ora il sole stava quasi per tramontare. Mio padre portava un otre di vino sulla schiena. “Gli uomini dicono che sono rozzi e di indole cattiva. Ma non è vero”, mi diceva quell'uomo ormai anziano, con i capelli incanutiti e il volto segnato dalle rughe.

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Filippo Rigli
Un autobus luminoso

Vinicio era un barbone ormai in là con gli anni, uno dei tanti disperati e dispersi per le strade della città, che la notte andava a dormire sulle grate della metropolitana o nelle sale d’aspetto delle stazioni degli autobus, mentre di giorno, seduto su qualche marciapiede, chiedeva l’elemosina ai passanti.

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Riccardo Subri
I disannoiatori

L’Usuraio ha veramente delle ossessioni deluxe, gliele invidio, prima classe, per esempio ce lo ha cacato per un mese con il fatto che cinque anni fa non ha pagato una sua certa insegnante di composizione alla fine delle lezioni e che adesso ci sta male.

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Jacopo La Forgia
Zoe

L’incursione nel linguaggio fumettistico di Roberto Cagnoli, metà elettronica del duo avant-jazz Now. Il musicista ha disegnato in esclusiva per Stanza 251 una storia tratta da un racconto di Stefano Loria.

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Roberto Cagnoli
Ultima fantasia

Mai provato niente di simile: aveva dovuto correre a casa che gli bruciava nei pantaloni, ma in ascensore non ce l’aveva fatta, se l’era tirato fuori, aveva iniziato a toccarsi ed era venuto prima del sesto piano. Mai provato un fuoco impazzito così violento, nemmeno per una donna nuda lì, reale e tangibile, sotto lì, a gambe aperte

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Gregorio Magini
Scimmie della mia vita

Avevo un avo esploratore. Difficile da credere, ma è così. Mia nonna conservava delle lettere, una specie di diario, in cui quest'uomo raccontava la sua vita in Congo e dintorni e forniva la traduzione in congolese di frasi utili di uso quotidiano

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Enzo Fileno Carabba
Chiamate notturne

Nel corso di una notte qualsiasi, l'ora imprecisata, squillerà il telefono fisso di casa di Diana. Noi saremo soli in casa, nel senso che sua sorella sarà via. Allora ci alzeremo allarmati, ma diciamo meglio: Diana si sveglierà allarmata e dirà a me: Rispondi.

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Simone Lisi
Troppo tardi

Non ce ne siamo accorti finché non è stato troppo tardi.
Pensavamo che il cielo intorno a noi non avesse misteri: non il nostro sistema solare, non la via lattea, le stelle, le fasce di asteroidi o come si chiamano,

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Aldo Quario
Dune

La piscina è vuota.
Ne percorro lentamente il fondo cercando il riflesso dell’acqua mancante. Mi piace osservare l’inclinazione del pavimento azzurrato che determina le variazioni di profondità.

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Toto erras via

Con i rotoloni asciugatutto si asciuga veramente di tutto, anche le lacrime. 
Guglielmo se n’era appena andato e io restavo seduta in un angolo del letto, a farmi scendere le lacrime più calde del mondo.

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Flavio Ignelzi