NY 1967

The Gambrinus Night Club, known as The Gambler In Us, used to be the family business. Aunt Flora founded the joint. This is the story of her entertaining dream. She obtained a liquor license, and took out a lease on a former flower shop.

Read More
Manlio Bigeschi
La controra

Non era mica scema la bambina. I genitori d’estate la lasciavano alla nonna materna. Questa era una vecchia minuta, avvolta in uno scialle nero anche sotto il sole di ferragosto. Parlava solo in siciliano stretto.

Read More
Filippo Rigli
Varianti d'autore - Andrea Zandomeneghi

Ritorna su Stanza 251 Andrea Zandomeneghi con un esperimento imprevedibile: ci regala un estratto dal suo nuovissimo romanzo “Il giorno della nutria”, ma in sintonia con il suo modo di raccontare ce ne offre qui una versione rivisitata e diabolicamente alterata.

Read More
Andrea Zandomeneghi
Vanni Santoni presenta "I fratelli Michelangelo"

– Sei sveglio?

Colette?, – dice lui, e apre un occhio. Solo l’occhio destro, e la vede nello specchio sulla parete davanti, nuda e bocconi, come posata sopra le lenzuola di lino ricamato, e poi viva accanto a sé, che gli dice, piano:

– Oui. Sei venuto a letto tardissimo, stanotte.

Read More
Vanni Santoni
Il dottor Caligari e zio Sam

Il dottor Caligari detesta l’America, ma Trump non c’entra niente. “Detesto gli Stati Uniti, questo deve essere chiaro” dice a volte, capriccioso, quasi come se uno volesse convincerlo del contrario. “Odio l’America e tutto ciò che contiene” ribadisce. Inutile provare a chiedergli il perché.

Read More
Corrado Castiglione
Tunk / All Tunked Down

(Bilingual: Italian and English). Jilly ed io passammo un brutto periodo, a novembre. Più impenetrabile che brutto. Non riuscimmo a passarlo insieme. Vent’anni nello stesso bugigattolo diventano un mucchio di roba tirata fuori dall’armadio e gettata sul pavimento, tanta da spezzarti il cuore. Una volta era divertente uscire a cercare roba che volevamo, o che credevamo ci servisse.

Read More
Matthew Licht
Le lacrime di Hosé Santiago Diaz

Quando Hosè Santiago Diaz posò il ricevitore, tre gocce di sudore gli scendevano sulle guance. Faceva molto caldo quel giorno al paese. I bambini giocavano con un pallone di stracci oltre il cortile di nonna Suarez. La stanza odorava di nafta per proteggere dalle tarme i vestiti nell’armadio

Read More
Tommaso Ferrara
P.I.llole

Il suono metallico della sveglia infranse il muro sottile del suo sonno agitato e la riportò a contatto con la realtà. Ore sei e sedici minuti. Era tempo di alzarsi, lavarsi, pettinarsi, fare colazione e andare al lavoro.

Read More
Aldo Quario
Dodici anni fa

Adesso abitano appena fuori città, in una frazione in collina sopra Firenze. La casa è grande, una villetta ottocentesca su due piani. C’è un garage, un giardino, una piscina rivestita di mattonelle bianche e azzurre con l'impianto di depurazione.

Read More
No regresa coyote

Visto che ero un disastro per quanto riguarda gli aspetti pratici della vita, Diana si deluse che fossi creativo. Quando andò a rotoli l’ennesimo lavoro che mi aveva combinato, non mi buttò fuori di casa. Mi disse di Sandpaper Studio.“Il marito di una collega ha imparato a disegnare mentre era tra lavori,” disse Diana. “Per cinque dollari ci puoi passare l’intero pomeriggio.”

Read More
Matthew Licht
Presentando "Un'altra cena" a Stanza251

Un'altra cena (Effequ, 2018) è un romanzo che, guarda un po', parla di una cena.
Tuttavia, oltre a descrivere le avventure dei quattro protagonisti, quello che ho cercato di fare è stato effettuare il carotaggio di una cena. Carotaggio?

Read More
Simone Lisi
Cucire

Cucire: perché mai?  Cucire la camicia che si è scucita alla manica, era del resto una camicia Oviesse pagata venti euro ai saldi, una camicia di finto lino. Voglio dire che la distruzione era prevista. 
Perché allora quella scelta, di cucire e non piuttosto buttare, tirare via tutto nel cestino, o ignorare la questione e ripensarci la prossima estate?

Read More
Simone Lisi
Meta fisica

Ned sventolò un volantino sotto il naso di Joe e disse, “Io ci vado.” Era un invito a una festa per: Grosse donne e i loro ammiratori. Ned era la persona più buffa che Joe avesse mai conosciuto, ma non stava scherzando.

Read More
Matthew Licht
Il piccolo protettore

I suoi genitori avevano problemi perfino per pagargli la mensa scolastica. Una sera sentì che parlavano in cucina.
“Licenziato” voleva dire che suo padre non aveva più lavoro e che non gli sarebbero più arrivati soldi. Non era una cosa nuova: i lavori dei suoi genitori erano di una brevità usa e getta, soprattutto getta.
Parlarono per un tempo interminabile della banca e del lavoro

Read More
Enzo Fileno Carabba
I centauri

Non devi averne paura, mi diceva mio padre. Eravamo sul limitare del bosco. Ci eravamo messi in cammino prima dell'alba e ora il sole stava quasi per tramontare. Mio padre portava un otre di vino sulla schiena. “Gli uomini dicono che sono rozzi e di indole cattiva. Ma non è vero”, mi diceva quell'uomo ormai anziano, con i capelli incanutiti e il volto segnato dalle rughe.

Read More
Filippo Rigli
Un autobus luminoso

Vinicio era un barbone ormai in là con gli anni, uno dei tanti disperati e dispersi per le strade della città, che la notte andava a dormire sulle grate della metropolitana o nelle sale d’aspetto delle stazioni degli autobus, mentre di giorno, seduto su qualche marciapiede, chiedeva l’elemosina ai passanti.

Read More
Riccardo Subri
I disannoiatori

L’Usuraio ha veramente delle ossessioni deluxe, gliele invidio, prima classe, per esempio ce lo ha cacato per un mese con il fatto che cinque anni fa non ha pagato una sua certa insegnante di composizione alla fine delle lezioni e che adesso ci sta male.

Read More
Jacopo La Forgia
Zoe

L’incursione nel linguaggio fumettistico di Roberto Cagnoli, metà elettronica del duo avant-jazz Now. Il musicista ha disegnato in esclusiva per Stanza 251 una storia tratta da un racconto di Stefano Loria.

Read More
Roberto Cagnoli
Ultima fantasia

Mai provato niente di simile: aveva dovuto correre a casa che gli bruciava nei pantaloni, ma in ascensore non ce l’aveva fatta, se l’era tirato fuori, aveva iniziato a toccarsi ed era venuto prima del sesto piano. Mai provato un fuoco impazzito così violento, nemmeno per una donna nuda lì, reale e tangibile, sotto lì, a gambe aperte

Read More
Gregorio Magini