Enrico Bianda - Wilderness
Enrico Bianda – giornalista culturale di alto profilo e collaboratore di lungo corso della Stanza251 - ha stretto con la fotografia un rapporto molto intenso, servendosi di questo linguaggio in modi differenti attraverso varie fasi creative.
All'inizio della sua attività ha documentato i luoghi dei suoi viaggi con lo sguardo fresco e desiderante del viaggiatore curioso. Più tardi la fotografia è diventata un mezzo per spingersi oltre l'orizzonte esplicito della documentazione, approdando a modalità più minimali e rarefatte. Il suo sguardo si è spostato verso architetture moderne segnate dall'abbandono e dalla solitudine. Ha iniziato a produrre immagini che raccontano anonime camere di albergo ed edifici pubblici di monumentale presenza, secondo una logica di riflessione più intima. In anni recenti ha ancora una volta cambiato orientamento, dedicandosi a fotografare luoghi naturali: sentieri all'interno di intricate foreste, scenari di montagna, paesaggi privi di presenze umane. Immagini dense e suggestive - talvolta scure e perturbanti – ma sempre costruite con quella razionale eleganza che è una cifra costante del suo lavoro.
In queste settimane nel "Ridotto" della Stanza 251 presentiamo due sue fotografie recenti.
Stefano Loria
Enrico Bianda - a high-profile cultural journalist and longtime Stanza251 contributor - has forged a close relationship with photography, serving this language in different ways through various creative stages.
Early in his work he documented the places of his travels with the fresh and eager gaze of the curious traveler. Later, photography became a means of pushing beyond the explicit horizon of documentation, arriving at more minimal and rarefied modes. His gaze shifted to modern architecture marked by abandonment and loneliness. He began to produce images that recount anonymous hotel rooms and public buildings of monumental presence, according to a more intimate logic of reflection. In recent years he has once again changed focus, devoting himself to photographing natural places: paths within intricate forests, mountain scenery, landscapes devoid of human presence. Dense and evocative images - sometimes dark and disturbing - but always constructed with that rational elegance that is a constant feature of his work.
These weeks in the “Ridotto” of Stanza 251 we present two of his recent photographs.
Stefano Loria
Enrico Bianda è nato nel 1971 vicino a Zurigo. Giornalista, ha insegnato alle Facoltà di Media e giornalismo e Scienze Politiche dell’Università di Firenze per una quindicina di anni. Attualmente guida l’attualità culturale della Rete Due della RSI, la Radio pubblica svizzera. Vive a Lugano. Per anni ha girato il mondo come reporter documentando i suo viaggi con servizi fotografici.
Enrico Bianda was born in 1971 near Zurich. A journalist, he taught at the Faculties of Media and Journalism and Political Science at the University of Florence for about 15 years. He currently heads the cultural news of Network Two of RSI, Swiss Public Radio. He lives in Lugano. For years he traveled the world as a reporter documenting his travels with photo reports.
Abbiamo denominato “Il Ridotto” un progetto espositivo speciale di Stanza 251. Si tratta dell'utilizzo della saletta di ingresso del nostro spazio espositivo come luogo esclusivo in cui realizzare una programmazione “ad assetto variabile”. Una sorta di “project room”, una dimensione più raccolta ed intima che ospiterà una singola opera (o un allestimento) di uno specifico artista, per un tempo più breve rispetto alla durata delle mostre personali contemporaneamente allestite negli spazi adiacenti. Nelle nostre intenzioni “Il Ridotto” sarà un modo per concentrare l'attenzione su particolari opere, con uno sguardo più attento e profondo. Prevediamo di organizzare una serie esposizioni a rotazione veloce, scandite secondo un calendario molto agile e flessibile. Tutte le iniziative allestite nel Ridotto saranno puntualmente pubblicizzate attraverso i consueti canali sociali di cui ci serviamo e contribuiranno a definire in modo accurato le linee di ricerca privilegiate da Stanza 251.
We have called 'Il Ridotto' a special exhibition project of Stanza 251. It involves the use of the entrance room of our exhibition space as an exclusive place in which to realise a 'variable set-up' programme. A sort of 'project room', a more intimate dimension that will host a single work (or installation) by a specific artist, for a shorter time than the duration of the solo exhibitions simultaneously set up in the adjacent spaces. In our intentions, 'Il Ridotto' will be a way to focus attention on particular works, with a closer and deeper look. We plan to organise a series of exhibitions in quick rotation, marked out according to a very agile and flexible calendar. All the initiatives set up in the Ridotto will be punctually publicised through the usual social channels we use, and will help to accurately define the lines of research favoured by Stanza 251.
Enrico Bertelli - Resine
Le opere su tela di Enrico Bertelli realizzate con le resine sono una delle varie linee di ricerca di questo artista, da sempre molto legato ad un'idea di libera sperimentazione. Nella sua disciplina pittorica il lavoro si svolge infatti senza troppe preoccupazioni di rispettare le regole di una accademica “buona” esecuzione delle opere. La sua pratica artistica è avventurosa e contiene una specie di intimo nucleo punk che determina una felice disinvoltura nel servirsi degli strumenti tecnici. Bertelli ha coltivato fin dall'inizio della sua storia di pittore una fresca disponibilità ad accettare l'incidente imprevisto, in nome di una sensibile apertura all'evento inteso come puro dispiegarsi di una forza più originaria ed incandescente, capace di introdurre dentro l'oggetto finito una possibilità ulteriore, un supplemento di autenticità. La necessità di rifuggire da un esercizio troppo ornamentale del linguaggio pittorico ha condotto Enrico Bertelli alla costruzione di privati scenari di anti-decorazione, ma questa ricerca nelle sue resine su tela approda – per una paradossale conseguenza poetica – al suo contrario, ad una compiuta dimensione di estatica pienezza formale. Ci troviamo così davanti ad uno splendore senza orpelli, incontriamo significati dinamici e stratificati, mantenuti entro il perimetro di un caldo minimalismo.
Stefano Loria
Enrico Bertelli's works on canvas made with resins are one of the various lines of research of this artist, who has always been very attached to an idea of free experimentation. Indeed, in his painting discipline, the work is carried out without too much concern for adhering to the rules of an academic “good” execution of the works. His artistic practice is adventurous and contains a kind of intimate punk core that determines a happy nonchalance in the use of technical tools. From the very beginning of his history as a painter, Bertelli has cultivated a fresh willingness to accept the unforeseen accident, in the name of a sensitive openness to the event understood as the pure unfolding of a more original and incandescent force, capable of introducing within the finished object a further possibility, a supplement of authenticity. The need to shy away from an overly ornamental exercise of pictorial language has led Enrico Bertelli to the construction of private scenarios of anti-decoration, but this quest in his resins on canvas lands - by a paradoxical poetic consequence - to its opposite, to an accomplished dimension of ecstatic formal fullness. We thus find ourselves before a splendor without frills; we encounter dynamic and layered meanings, kept within the perimeter of a warm minimalism.
Stefano Loria
Enrico Bertelli è nato a Livorno il 6 agosto 1959, vive e lavora tra Livorno e Parigi. A proposito della sua pittura dice: “ Il mio intento principale è quello di mostrare la mia idea del mondo. Vorrei andare contro l'arroganza, soprattutto l'arroganza dell'evidenza. Guardando uno dei miei quadri, spero si percepisca il tentativo di dare valore alle cose trascurate, alle cose non viste, alle cose marginali, agli errori. Certamente mi occupo degli aspetti estetici di un quadro, perché alla fine il quadro (per quanto banale possa essere) deve piacermi. Ma il progetto estetico deve passare attraverso il filtro del piano concettuale”.
Enrico Bertelli was born in Livorno on August 6, 1959, and lives and works between Livorno and Paris. About his painting he says, “ My main intention is to show my idea of the world. I would like to go against arrogance, especially the arrogance of evidence. Looking at one of my paintings, I hope you can perceive the attempt to give value to the neglected things, the unseen things, the marginal things, the mistakes. Certainly I am concerned with the aesthetic aspects of a painting, because in the end I have to like the painting (however trivial it may be). But the aesthetic project must pass through the filter of the conceptual plane.”
Abbiamo denominato “Il Ridotto” un progetto espositivo speciale di Stanza 251. Si tratta dell'utilizzo della saletta di ingresso del nostro spazio espositivo come luogo esclusivo in cui realizzare una programmazione “ad assetto variabile”. Una sorta di “project room”, una dimensione più raccolta ed intima che ospiterà una singola opera (o un allestimento) di uno specifico artista, per un tempo più breve rispetto alla durata delle mostre personali contemporaneamente allestite negli spazi adiacenti. Nelle nostre intenzioni “Il Ridotto” sarà un modo per concentrare l'attenzione su particolari opere, con uno sguardo più attento e profondo. Prevediamo di organizzare una serie esposizioni a rotazione veloce, scandite secondo un calendario molto agile e flessibile. Tutte le iniziative allestite nel Ridotto saranno puntualmente pubblicizzate attraverso i consueti canali sociali di cui ci serviamo e contribuiranno a definire in modo accurato le linee di ricerca privilegiate da Stanza 251.
We have called 'Il Ridotto' a special exhibition project of Stanza 251. It involves the use of the entrance room of our exhibition space as an exclusive place in which to realise a 'variable set-up' programme. A sort of 'project room', a more intimate dimension that will host a single work (or installation) by a specific artist, for a shorter time than the duration of the solo exhibitions simultaneously set up in the adjacent spaces. In our intentions, 'Il Ridotto' will be a way to focus attention on particular works, with a closer and deeper look. We plan to organise a series of exhibitions in quick rotation, marked out according to a very agile and flexible calendar. All the initiatives set up in the Ridotto will be punctually publicised through the usual social channels we use, and will help to accurately define the lines of research favoured by Stanza 251.
Marta Mancini - Aurore
Pittura di elaboratissima semplicità ed innocenza. Orizzonti tracciati con suprema eleganza e concentrazione. Quadri in cui sono in scena sottili elementi decisivi e tutto deve essere eseguito in modo assolutamente adeguato perché è attraverso pochi gesti che si compie l'opera. Morbide linee di orizzonte attraversano lo spazio della tela, creando sia un movimento dolce, sia un fermo spazio impalpabile (ma dotato di grande presenza). Le opere di Marta Mancini possiedono un magnetismo interno che suggerisce calma e contemplazione. Esiste una dualità tra movimento ed immobilità, ma è un contrasto sviluppato dentro una grande delicatezza e con parsimonia. Regna un principio di sobrietà: l'utilizzo di minimi mezzi espressivi per ottenere un risultato emozionante. Mi pongo una domanda guardando i dipinti di Marta: questi quadri sono silenziosi o rumorosi ? Credo che custodiscano un eccelso silenzio. Sono dispositivi che permettono di visualizzare il silenzio. Davanti a questi paesaggi astratti sembra che non solo le tue facoltà visive siano acuite, ma anche, paradossalmente, sembra di riuscire ad ascoltare meglio. E ritorna la domanda: cosa ascoltiamo? Un silenzio declinato in molte sue specifiche caratteristiche: denso, lieve, vibrante, avvolgente. Un riferimento musicale per questo tipo di pittura potrebbe essere l'ambient music di Brian Eno. Non mi pare fuori luogo definire quella di Marta Mancini come una pittura d'ambiente, quindi atmosferica, sottile, attraversata da fremiti ed increspature che vanno a costruire una finissima tessitura. E' una disciplina pittorica tanto più convincente quanto meno prepotente risulta sul piano visivo: meno elementi sono in gioco, più penetrante è il suo fascino. Il gesto di questa artista tende verso una visione purificata da indesiderabili scorie. La presenza dei dettagli sovrani ci aiuta a percepire dentro la visione complessiva le linee di confine delicate e scintillanti.
Stefano Loria
Painting of elaborate simplicity and innocence. Horizons traced with supreme elegance and concentration. Paintings in which subtle decisive elements are staged and everything must be executed absolutely properly because it is through a few gestures that the work is accomplished. Soft horizon lines cross the space of the canvas, creating both gentle movement and impalpable (but endowed with great presence) still space. Marta Mancini's works possess an internal magnetism that suggests calm and contemplation. There is a duality between movement and stillness, but it is a contrast developed within great delicacy and sparingly. A principle of restraint reigns: the use of minimal means of expression to achieve an exciting result. I ask myself a question when looking at Marta's paintings: are these paintings silent or noisy ? I think they guard an exalted silence. They are devices for visualizing silence. In front of these abstract landscapes it seems that not only your visual faculties are sharpened, but also, paradoxically, you seem to be able to listen better. And the question returns: what do we listen to? A silence declined in many of its specific characteristics: dense, light, vibrant, enveloping. A musical reference for this kind of painting could be the ambient music of Brian Eno. It does not seem out of place to me to define Marta Mancini's as an ambient painting, therefore atmospheric, subtle, traversed by quivers and ripples that go to build a very fine texture. It is a pictorial discipline that is all the more convincing the less overbearing it is on the visual level: the fewer elements are in play, the more penetrating is its appeal. This artist's gesture tends toward a vision purified of undesirable dross. The presence of the sovereign details helps us perceive within the overall vision the delicate and shimmering boundary lines.
Stefano Loria
Marta Mancini è nata a Jesi, dove vive e lavora. Dopo essersi diplomata all'Accademia di Belle Arti di Urbino in Pittura, espone le sue opere in numerose mostre collettive e personali. Il suo studio si trova nel centro storico di Jesi, in un’antica bottega orafa all’interno del Chiostro Sant’Agostino.
Marta Mancini was born in Jesi, where she lives and works. After graduating from the Academy of Fine Arts in Urbino in painting, she exhibits her works in numerous group and solo shows. Her studio is located in the historic center of Jesi, in an old goldsmith's workshop inside the Sant'Agostino Cloister.
Abbiamo denominato “Il Ridotto” un progetto espositivo speciale di Stanza 251. Si tratta dell'utilizzo della saletta di ingresso del nostro spazio espositivo come luogo esclusivo in cui realizzare una programmazione “ad assetto variabile”. Una sorta di “project room”, una dimensione più raccolta ed intima che ospiterà una singola opera (o un allestimento) di uno specifico artista, per un tempo più breve rispetto alla durata delle mostre personali contemporaneamente allestite negli spazi adiacenti. Nelle nostre intenzioni “Il Ridotto” sarà un modo per concentrare l'attenzione su particolari opere, con uno sguardo più attento e profondo. Prevediamo di organizzare una serie esposizioni a rotazione veloce, scandite secondo un calendario molto agile e flessibile. Tutte le iniziative allestite nel Ridotto saranno puntualmente pubblicizzate attraverso i consueti canali sociali di cui ci serviamo e contribuiranno a definire in modo accurato le linee di ricerca privilegiate da Stanza 251.
We have called 'Il Ridotto' a special exhibition project of Stanza 251. It involves the use of the entrance room of our exhibition space as an exclusive place in which to realise a 'variable set-up' programme. A sort of 'project room', a more intimate dimension that will host a single work (or installation) by a specific artist, for a shorter time than the duration of the solo exhibitions simultaneously set up in the adjacent spaces. In our intentions, 'Il Ridotto' will be a way to focus attention on particular works, with a closer and deeper look. We plan to organise a series of exhibitions in quick rotation, marked out according to a very agile and flexible calendar. All the initiatives set up in the Ridotto will be punctually publicised through the usual social channels we use, and will help to accurately define the lines of research favoured by Stanza 251.
Foschini/Iacomelli - Sightings
Angelo Foschini e Lavinia Iacomelli dipingono insieme opere che miracolosamente possiedono una precisa unità stilistica, una personalità, un marchio di fabbrica inconfondibile. Uno dei temi fondamentali del loro lavoro – ispirazione che si è mantenuta costante attraverso il tempo – è l'azione di abitare, con il conseguente oggetto privilegiato, la casa, declinato in molteplici forme. Di conseguenza trasportano su tela una serie di tipologie ben riconoscibili. la capanna primitiva, la misteriosa piramide, la palafitta, la villa moderna razionalista, una torre immersa nella foresta. Sono situazioni allestite sempre con i minimi elementi strettamente necessari, senza orpelli di nessun genere, perché queste architetture devono trionfare al centro della scena come giocattoli esemplari (non a caso i colori usati spesso ricordano quelli dei mattoncini Lego). Strutture scheletriche si stagliano contro uno sfondo giallo impossibile, vediamo paesaggi fluidi in cui terra, cielo, vegetazione ed architetture sembrano fatti della stessa materia gommosa. Questo tipo di costruzione pittorica emana un avvolgente flusso allucinatorio. Le opere di Foschini/Iacomelli negano il realismo e finiscono per produrre una sorta di dimensione alternativa in cui quello che vediamo è un segnale ambiguo, una rappresentazione che allude al altri spessori più nascosti.
Stefano Loria
Angelo Foschini and Lavinia Iacomelli together paint works that miraculously possess a precise stylistic unity, a personality, an unmistakable trademark. One of the fundamental themes of their work - an inspiration that has remained constant through time - is the action of inhabiting, with the resulting privileged object, the house, declined in multiple forms. As a result, they carry on canvas a series of clearly recognizable typologies. the primitive hut, the mysterious pyramid, the pile dwelling, the modern rationalist villa, a tower immersed in the forest. These are situations always set up with the strictly necessary minimum elements, without frills of any kind, because these architectures must triumph in the center of the scene as exemplary toys (it is no coincidence that the colors used often resemble those of Lego bricks). Skeletal structures stand out against an impossible yellow background, we see fluid landscapes in which earth, sky, vegetation and architecture seem to be made of the same rubbery material. This kind of pictorial construction exudes an enveloping hallucinatory flow. Foschini/Iacomelli's works deny realism and end up producing a kind of alternative dimension in which what we see is an ambiguous signal, a representation that alludes to other, more hidden thicknesses.
Stefano Loria
Angelo Foschini (1973) e Lavinia Iacomelli (1975), vivono e lavorano a Livorno. Laureati nel 2000 all’Accademia di Belle Arti di Carrara, lavorano insieme dal 2001 nell’ambito delle arti visive dipingendo ed esponendo in gallerie private e spazi pubblici. Affiancano alla loro produzione l’insegnamento delle arti visive nella scuola pubblica, e l’organizzazione di corsi e laboratori creativi per bambini e adulti in spazi privati. Dal 2001 al 2010 hanno lavorato ad un progetto pittorico comune realizzando opere a quattro mani, sotto il nome di Koroo. Hanno tenuto mostre personali e collettive in Italia e all’estero, collaborando con gallerie e partecipando a fiere d’arte contemporanea. Dal 2011 lavorano a progetti comuni utilizzando la firma Foschini/Iacomelli.
Angelo Foschini (1973) and Lavinia Iacomelli (1975) live and work in Livorno. Graduate in 2000 from the Academy of Fine Arts in Carrara, they have been working together since 2001 in the visual arts, painting and exhibiting in private galleries and public spaces. They combine their production with teaching visual arts in public schools, and organizing courses and creative workshops for children and adults in private spaces. From 2001 to 2010 they worked on a joint painting project making works under the name Koroo. They have held solo and group exhibitions in Italy and abroad, collaborating with galleries and participating in contemporary art fairs. Since 2011 they have been working on joint projects using the Foschini/Iacomelli signature.
Abbiamo denominato “Il Ridotto” un progetto espositivo speciale di Stanza 251. Si tratta dell'utilizzo della saletta di ingresso del nostro spazio espositivo come luogo esclusivo in cui realizzare una programmazione “ad assetto variabile”. Una sorta di “project room”, una dimensione più raccolta ed intima che ospiterà una singola opera (o un allestimento) di uno specifico artista, per un tempo più breve rispetto alla durata delle mostre personali contemporaneamente allestite negli spazi adiacenti. Nelle nostre intenzioni “Il Ridotto” sarà un modo per concentrare l'attenzione su particolari opere, con uno sguardo più attento e profondo. Prevediamo di organizzare una serie esposizioni a rotazione veloce, scandite secondo un calendario molto agile e flessibile. Tutte le iniziative allestite nel Ridotto saranno puntualmente pubblicizzate attraverso i consueti canali sociali di cui ci serviamo e contribuiranno a definire in modo accurato le linee di ricerca privilegiate da Stanza 251.
We have called 'Il Ridotto' a special exhibition project of Stanza 251. It involves the use of the entrance room of our exhibition space as an exclusive place in which to realise a 'variable set-up' programme. A sort of 'project room', a more intimate dimension that will host a single work (or installation) by a specific artist, for a shorter time than the duration of the solo exhibitions simultaneously set up in the adjacent spaces. In our intentions, 'Il Ridotto' will be a way to focus attention on particular works, with a closer and deeper look. We plan to organise a series of exhibitions in quick rotation, marked out according to a very agile and flexible calendar. All the initiatives set up in the Ridotto will be punctually publicised through the usual social channels we use, and will help to accurately define the lines of research favoured by Stanza 251.
Valentina Biasetti - Isolario
La mia ricerca nasce da una riflessione sugli sguardi che attraversano la prospettiva interna del soggetto rappresentato. Lo stesso soggetto che progressivamente perde la sua identità figurativa dissolvendosi per diventare progressivamente forma di una assenza e che congeda la sua identità fisica in uno spazio subalterno al reale nella costante e ritmica domanda: “cosa resta?”. Il medium primario che utilizzo è Il disegno perché è per me un mezzo chirurgico per indagare dentro le cose, la matita, la fusaggine il pastello intrecciano segni, un abisso di grafite, polveri, campiture e riflessi: tracce di storie che prendono forma, corpo e peso tra il tangibile e l’invisibile.
Valentina Biasetti
My research stems from a reflection on the gazes that cross the internal perspective of the represented subject. The same subject that progressively loses its figurative identity by dissolving to gradually become the form of an absence and that dismisses its physical identity in a space subordinate to the real in the constant and rhythmic question, "what remains?" The primary medium I use is The Drawing because it is for me a surgical means of investigating inside things, the pencil, fusage the pastel weave signs, an abyss of graphite, powders, backgrounds and reflections: traces of stories that take shape, body and weight between the tangible and the invisible.
Valentina Biasetti
Valentina Biasetti è nata a Parma nel 1979. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna dove si è laureata con lode nel 2005. Dal 2002 inizia la sua attività espositiva in gallerie private e spazi pubblici, la selezione finalista ai principali concorsi d’arte Nazionali/Internazionali e fiere d’arte. La sua ricerca si sviluppa come un discorso sulla progressiva perdita d’identità della figura e degli oggetti rappresentati in relazione allo spazio che li circonda. Pieni e vuoti sono il tema del dialogo immaginario che si svolge in una dimensione quasi surreale, muta e silenziosa, uno spazio sospeso e atemporale che si presenta come luogo dell’Assenza. Tra le attività recenti e importanti del 2024 la partecipazione solo show ad Artefiera Bologna con la Galleria Quam, la mostra personale “La carne delle nubi” presso la UMA Gallery di Novara e la mostra personale “Si sogna prima di contemplare” alla Galleria QUAM di Scicli a cura di Albero Mattia Martini. Tra le principali esposizioni personali e collettive negli anni passati ricordiamo, Zaion Gallery (BI), The Blender Gallery, Athens (Atene), Pinacoteca di Varallo e Museo, Varallo (VC), Galleria Cartavetra (FI), Galleria Gare82 (BS), No Title Gallery (VE).
Valentina Biasetti was born in Parma in 1979. She attended the Academy of Fine Arts in Bologna where she graduated with honors in 2005. Since 2002 she began her exhibition activity in private galleries and public spaces, finalist selection at the main National/International art competitions and art fairs. His research develops as a discourse on the progressive loss of identity of the figure and objects represented in relation to the space that surrounds them. Fills and voids are the theme of the imaginary dialogue that takes place in an almost surreal, mute and silent dimension, a suspended and timeless space that presents itself as a place of Absence. Among 2024's recent and important activities is the solo show at Artefiera Bologna with Quam Gallery, the solo exhibition "La carne delle nubi" at UMA Gallery in Novara and the solo show "Si sogna prima di contemplare" at QUAM Gallery in Scicli curated by Albero Mattia Martini. Major solo and group exhibitions in the past years include, Zaion Gallery (BI), The Blender Gallery, Athens (Athens), Pinacoteca di Varallo and Museum, Varallo (VC), Galleria Cartavetra (FI), Galleria Gare82 (BS), No Title Gallery (VE).
Abbiamo denominato “Il Ridotto” un progetto espositivo speciale di Stanza 251. Si tratta dell'utilizzo della saletta di ingresso del nostro spazio espositivo come luogo esclusivo in cui realizzare una programmazione “ad assetto variabile”. Una sorta di “project room”, una dimensione più raccolta ed intima che ospiterà una singola opera (o un allestimento) di uno specifico artista, per un tempo più breve rispetto alla durata delle mostre personali contemporaneamente allestite negli spazi adiacenti. Nelle nostre intenzioni “Il Ridotto” sarà un modo per concentrare l'attenzione su particolari opere, con uno sguardo più attento e profondo. Prevediamo di organizzare una serie esposizioni a rotazione veloce, scandite secondo un calendario molto agile e flessibile. Tutte le iniziative allestite nel Ridotto saranno puntualmente pubblicizzate attraverso i consueti canali sociali di cui ci serviamo e contribuiranno a definire in modo accurato le linee di ricerca privilegiate da Stanza 251.
We have called 'Il Ridotto' a special exhibition project of Stanza 251. It involves the use of the entrance room of our exhibition space as an exclusive place in which to realise a 'variable set-up' programme. A sort of 'project room', a more intimate dimension that will host a single work (or installation) by a specific artist, for a shorter time than the duration of the solo exhibitions simultaneously set up in the adjacent spaces. In our intentions, 'Il Ridotto' will be a way to focus attention on particular works, with a closer and deeper look. We plan to organise a series of exhibitions in quick rotation, marked out according to a very agile and flexible calendar. All the initiatives set up in the Ridotto will be punctually publicised through the usual social channels we use, and will help to accurately define the lines of research favoured by Stanza 251.
Linda Bruhne - Something in the Veil
Per me la pittura è uno spazio in cui posso essere libera di sperimentare e creare nuove realtà. Quando inizio un dipinto, non ho un'idea precisa del risultato finale, non c'è un percorso lineare, non faccio schizzi e non faccio un piano - il mio lavoro si sviluppa invece durante l‘atto del dipingere, aggiungendo e togliendo, ricoprendo delle parti. È un processo imprevedibile, pieno di coincidenze e incidenti. Poi, quando si guarda il dipinto, si vede un insieme di forme e colori, pian piano l‘occhio riconosce elementi figurativi ma non riesce a stabilizzarsi perché c’è un continuo cambiamento in corso. Esiste una coerenza tra il processo creativo e ciò che raccontano le mie opere: un difficile percorso in cerca di certezze, sicurezze e univocità. La ricerca di certezze nella vita corrisponde alla ricerca pittorica della forma. Nella mia pittura, la forma è in via di dissoluzione, è un'illusione di forma e quindi anche di certezza. La narrazione nei miei paesaggi immaginari si svolge in una sorta di giardino di rose nel quale si sente il diritto a una vita felice. Si va per la propria strada pensando di trovare un roseto. Tuttavia, queste presunte rose si rivelano essere piante imprevedibili, indefinibili e pericolose.
For me, painting is a space where I can be free to experiment and create new realities. When I start a painting, I don't have a clear idea of the end result, there is no linear path, I don't sketch or make a plan - instead, my work develops during the act of painting, adding and removing, covering parts. It is an unpredictable process, full of coincidences and accidents.Then, when you look at the painting, you see a set of shapes and colors, slowly the eye recognizes figurative elements but cannot stabilize itself because there is constant change going on. There is a coherence between the creative process and what my works tell: a difficult journey in search of certainty, security and unambiguousness. The search for certainty in life corresponds to the pictorial search for form. In my painting, form is in the process of dissolution, it is an illusion of form and therefore also of certainty. The narrative in my imaginary landscapes takes place in a kind of rose garden in which one feels the right to a happy life. One goes on one's way thinking that one will find a rose garden. However, these supposed roses turn out to be unpredictable, indefinable and dangerous plants.
Linda Bruhne
Un flusso di energia qui tende a riempire l'intero spazio con vegetazione esuberante, paesaggi sovrapposti, profondità misteriose, corpi umani, materie in trasformazione. Ma la seducente brillantezza dei colori potrebbe nascondere un'intensa inquietudine, un'oscura condanna a riempire lo spazio visivo con ogni possibile dettaglio.
A flow of energy here tends to fill the entire space with exuberant vegetation, overlapping landscapes, mysterious depths, human bodies, transforming matter. But the seductive brilliance of the colors may hide an intense restlessness, a dark conviction to fill the visual space with every possible detail.
Stanza 251
Linda Bruhne è un’artista tedesca nata a Bangkok, Thailandia. Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, città che tutt’oggi mantiene come base di vita e lavoro insieme a Berlino e Amburgo. Ha portato avanti la sua attività artistica sia in Germania che in Italia e ha esposto in spazi espositivi e gallerie Tedesche, Svizzere e Italiane, le principali sono: Galerie Gardy Wiechern, Galerie Ruth Sachse, Galerie Art 333.
Linda Bruhne is a German artist born in Bangkok, Thailand. She graduated from the Academy of Fine Arts in Florence, a city that she still maintains as her base for living and working together with Berlin and Hamburg. She has pursued her artistic activity in both Germany and Italy and has exhibited in German, Swiss and Italian exhibition spaces and galleries, the main ones being: Galerie Gardy Wiechern, Galerie Ruth Sachse, Galerie Art 333.
Abbiamo denominato “Il Ridotto” un progetto espositivo speciale di Stanza 251. Si tratta dell'utilizzo della saletta di ingresso del nostro spazio espositivo come luogo esclusivo in cui realizzare una programmazione “ad assetto variabile”. Una sorta di “project room”, una dimensione più raccolta ed intima che ospiterà una singola opera (o un allestimento) di uno specifico artista, per un tempo più breve rispetto alla durata delle mostre personali contemporaneamente allestite negli spazi adiacenti. Nelle nostre intenzioni “Il Ridotto” sarà un modo per concentrare l'attenzione su particolari opere, con uno sguardo più attento e profondo. Prevediamo di organizzare una serie esposizioni a rotazione veloce, scandite secondo un calendario molto agile e flessibile. Tutte le iniziative allestite nel Ridotto saranno puntualmente pubblicizzate attraverso i consueti canali sociali di cui ci serviamo e contribuiranno a definire in modo accurato le linee di ricerca privilegiate da Stanza 251.
We have called 'Il Ridotto' a special exhibition project of Stanza 251. It involves the use of the entrance room of our exhibition space as an exclusive place in which to realise a 'variable set-up' programme. A sort of 'project room', a more intimate dimension that will host a single work (or installation) by a specific artist, for a shorter time than the duration of the solo exhibitions simultaneously set up in the adjacent spaces. In our intentions, 'Il Ridotto' will be a way to focus attention on particular works, with a closer and deeper look. We plan to organise a series of exhibitions in quick rotation, marked out according to a very agile and flexible calendar. All the initiatives set up in the Ridotto will be punctually publicised through the usual social channels we use, and will help to accurately define the lines of research favoured by Stanza 251.
Letizia Galli - Blue black n.8
La mia inclinazione all’arte non è stata particolarmente incoraggiata dalla mia famiglia: così alle fine del liceo sono stata spinta a studiare matematica applicativa e a 23 anni mi sono laureata. Andata a Londra nell'82 con una borsa di studio post- laurea, all'età di 28 anni ho lasciato tutto e mi sono iscritta ad un college dove ho studiato Fine Arts per 5 anni. Ho vissuto a Londra per 13 anni, fino al 1995, lavorando come artista e come interprete per mantenermi. Negli anni 80 Londra era in forte recessione economica, ma nello stesso tempo era molto fervida per quanto riguarda l'arte contemporanea: gli Young British Artists, il collezionismo di Saatchi, le retrospettive di altissimo livello alla Tate,alla Serpentine, la Hayward Gallery ... Sicuramente la mia formazione in matematica ha in qualche modo influenzato il mio lavoro e continua anche adesso perché mi interessano le geometrie frattali della natura, le progressioni binarie, i flussi, gli algoritmi.
Nel periodo londinese la mia ricerca pittorica era in linea con un certo tipo di pittura astratta che definirei procedurale per un uso metodico del materiale con cui si creavano forme geometriche non euclidee secondo processi controllatamente casuali (vedi i lavori di Nicky May, Ian Davenport, Mark Francis in una certa misura, etc). Così le forme che si auto-generano nei miei quadri sono delle forme frattali, frastagliate, la stessa geometria del microcosmo e del macrocosmo, luci nello spazio, amebe, meduse... Ho sempre fatto sperimentazione con materiali. Dipingo con i miei metodi, usando il contagocce,disegnando on-line lasciando colare la materia colore. Mi piacciono i pittori che inventano un proprio linguaggio avente a che fare specificatamente col medium pittorico. Oltre alla matematica il mio lavoro ha iniziato ad essere informato da concetti di psicoterapia, recovery e neurologia da quando a 28 anni ho intrapreso un percorso di terapia e di crescita personale. Quindi ho partecipato a dei progetti di arte e scienza a Londra che prevedevano delle collaborazioni con dei neuroscienziati. Il lavoro esposto al Barbican curato dall' Art Catalyst era in particolare sulla dopamina , il neurotrasmettitore dell’amore, legato a certi disturbi mentali e alla dipendenza da cocaina. Quello al Science Museum era una divertente animazione: uno psichiatra riteneva di poter diagnosticare i suoi pazienti da come parcheggiavano l’auto.
Letizia Galli
My inclination towards art was not particularly encouraged by my family, so at the end of high school I was pushed to study applied mathematics and graduated at the age of 23. I went to London in 1982 on a post-graduate scholarship, and at the age of 28 I dropped everything and enrolled in a college where I studied Fine Arts for 5 years. I lived in London for 13 years, until 1995, working as an artist and performer to support myself. In the 1980s, London was in a severe economic recession, but at the same time it was very fervent as far as contemporary art was concerned: the Young British Artists, Saatchi's collecting, top-level retrospectives at the Tate, the Serpentine, the Hayward Gallery ... Certainly my background in mathematics has somehow influenced my work and continues even now because I am interested in the fractal geometries of nature, binary progressions, flows, algorithms.
During the London period, my pictorial research was in line with a certain type of abstract painting that I would call procedural because of a methodical use of material with which non-Euclidean geometric forms were created according to controlled random processes (see the works of Nicky May, Ian Davenport, Mark Francis to a certain extent, etc). Thus the self-generating forms in my paintings are fractal, jagged, the very geometry of the microcosm and macrocosm, lights in space, amoebas, jellyfish... I have always experimented with materials. I paint with my own methods, using the eyedropper, drawing online and letting the material colour run. I like painters who invent their own language dealing specifically with the medium of painting. Besides mathematics, my work has started to be informed by concepts of psychotherapy, recovery and neurology since I embarked on a path of therapy and personal growth at the age of 28. I then participated in art and science projects in London that involved collaborations with neuroscientists. The work exhibited at the Barbican curated by Art Catalyst was specifically on dopamine, the neurotransmitter of love, linked to certain mental disorders and cocaine addiction. The one at the Science Museum was an amusing animation: a psychiatrist believed he could diagnose his patients by how they parked their cars.
Letizia Galli
Letizia Galli realizza una pittura astratta animata da una grande purezza spirituale. Quando dipinge mette in atto un processo che conduce ad un grado di massima esattezza formale. Le sue creazioni producono una sospensione del tempo, di conseguenza il flusso di attenzione di chi guarda le sue opere rallenta fino a raggiungere una immobilità estatica. Pochi selezionatissimi elementi visivi abitano lo spazio del quadro e promettono di estendersi all'infinito.
Stanza 251
Letizia Galli creates abstract painting animated by a great spiritual purity. When she paints, she enacts a process that leads to a degree of maximum formal exactitude. Her creations produce a suspension of time, consequently the flow of attention of the viewer of her works slows down to an ecstatic stillness. A few select visual elements inhabit the space of the painting and promise to extend to infinity.
Stanza 251
Letizia Galli è un'artista trans-disciplinare nata a Roma. Dopo aver studiato Matematica, ha studiato Fine Arts a Londra, dove ha vissuto per 13 anni. Si è occupata prevalentemente di pittura astratta e di progetti di Arte e Scienza nel campo neurologico e delle dipendenze (è anche counselor specializzato in Dipendenze Affettive). A Londra ha esposto al Riverside, alla Whitechapel, al Barbican e al Science Museum.
In Italia ha esposto al Macro a Roma, al Museo Pecci di Prato, alla Galleria Comunale di Monfalcone, al Palazzo Ducale di Genova, al Care of nella Fabbrica del Vapore, alla Triennale a Milano e in varie gallerie commerciali (Tossi, Marabini, Tommasi, Filarete, Cartavetra, Votre, Matthiesen). Vive e lavora in Toscana.
Letizia Galli is a trans-disciplinary artist born in Rome. After studying Mathematics, she studied Fine Arts in London, where she lived for 13 years. She has worked mainly on abstract painting and Art and Science projects in the field of neurology and addiction (she is also a counsellor specialising in Affective Addictions). In London she has exhibited at the Riverside, Whitechapel, the Barbican and the Science Museum. In Italy she has exhibited at the Macro in Rome, the Pecci Museum in Prato, the Municipal Gallery in Monfalcone, the Palazzo Ducale in Genoa, the Care of at Fabbrica del Vapore, the Triennale in Milan and in various commercial galleries (Tossi, Marabini, Tommasi, Filarete, Cartavetra, Votre, Matthiesen). He lives and works in Tuscany.
Elisaveta Mina - Transizioni
It is a journey through the realms of existence, where the essence of life, pure energy, takes centre stage. "Transition" invites us to witness a profound exploration of a new level of existence, feeling and experience. These works tap into the very source of our being, on a journey that begins and ends in the energy that feeds the universe. A symphony of transformation: the transition from birth to death, from unconsciousness to consciousness, the perpetual cycle of life and decay are represented through the works. Looking closer, one encounters art that blurs the boundaries between man, plant, animal and all the elements of the cosmos. The surface becomes a playground of transformation, where human figures blend seamlessly with the texture of plants and the consistency of decaying flesh. "I am here and nowhere. They are everything and nothing at the same time. They are something else and they are us in the act of transition." These enigmatic words resonate throughout the paintings, reminding us that in the journey of transition we exist simultaneously in multiple states, bridging the gap between everything and nothing, between the known and the unknown. Nature as ultimate muse: Transition is an invitation to renew our promise to protect and love the Earth, recognising that we are not separate from it but intrinsically linked to it.
Elisaveta Mina
È un viaggio attraverso i regni dell'esistenza, dove l'essenza della vita, l'energia pura, è al centro della scena. "Transition" invita a testimoniare una profonda esplorazione di un nuovo livello di esistenza, sentimento ed esperienza. Queste opere attingono alla fonte stessa del nostro essere, in un viaggio che inizia e si conclude nell'energia che alimenta l’universo. Una sinfonia di trasformazione: la transizione dalla nascita alla morte, dall'incoscienza alla coscienza, il ciclo perpetuo della vita e del decadimento sono rappresentati attraverso le opere. Osservando più da vicino, si incontra un'arte che sfuma i confini tra uomo, pianta, animale e tutti gli elementi del cosmo. La superficie diventa un parco giochi di trasformazione, dove le figure umane si fondono perfettamente con la trama delle piante e la consistenza della carne in decomposizione. “Sono qui e da nessuna parte. Sono tutto e niente allo stesso tempo. Sono qualcos'altro e sono noi nell'atto della transizione”. Queste parole enigmatiche risuonano in tutti i dipinti, ci ricordano che nel viaggio di transizione esistiamo simultaneamente in più stati, colmando il divario tra tutto e niente, tra il conosciuto e l'ignoto. La natura come musa definitiva: Transizione è un invito a rinnovare la nostra promessa di proteggere e amare la Terra, riconoscendo che non siamo separati da essa ma intrinsecamente legati”.
Elisaveta Mina
Elisaveta Mina was born in Chernihiv, Ukraine. Paints since childhood. Graduated at Tara’s Shevchenko State Art High School, Kiev. In 2016 she moves to Italy. She attended the Academy of Fine Arts in Florence, where she currently lives and paints.
Exhibitions: Art Gallery “Space” 2013, Ukraine ; Museum of Contemporary Art Erarta 2015, Russia ; “Art view” 2017, Ukraine
Elisaveta Mina è nata a Chernihiv, Ucraina. Dipinge sin da bambina. Diplomata al Tara’s Shevcenco State Art Hight School di Kiev. Nel 2016 si trasferisce in Italia. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti a Firenze dove attualmente vive e dipinge.
Mostre: Art Gallery “Space” 2013, Ucraina; Museum of Contemporary Art Erarta 2015, Russia ; “Art view” 2017, Ucraina
We have called 'Il Ridotto' a special exhibition project of Stanza 251. It involves the use of the entrance room of our exhibition space as an exclusive place in which to realise a 'variable set-up' programme. A sort of 'project room', a more intimate dimension that will host a single work (or installation) by a specific artist, for a shorter time than the duration of the solo exhibitions simultaneously set up in the adjacent spaces. In our intentions, 'Il Ridotto' will be a way to focus attention on particular works, with a closer and deeper look. We plan to organise a series of exhibitions in quick rotation, marked out according to a very agile and flexible calendar. All the initiatives set up in the Ridotto will be punctually publicised through the usual social channels we use, and will help to accurately define the lines of research favoured by Stanza 251.
Abbiamo denominato “Il Ridotto” un progetto espositivo speciale di Stanza 251. Si tratta dell'utilizzo della saletta di ingresso del nostro spazio espositivo come luogo esclusivo in cui realizzare una programmazione “ad assetto variabile”. Una sorta di “project room”, una dimensione più raccolta ed intima che ospiterà una singola opera (o un allestimento) di uno specifico artista, per un tempo più breve rispetto alla durata delle mostre personali contemporaneamente allestite negli spazi adiacenti. Nelle nostre intenzioni “Il Ridotto” sarà un modo per concentrare l'attenzione su particolari opere, con uno sguardo più attento e profondo. Prevediamo di organizzare una serie esposizioni a rotazione veloce, scandite secondo un calendario molto agile e flessibile. Tutte le iniziative allestite nel Ridotto saranno puntualmente pubblicizzate attraverso i consueti canali sociali di cui ci serviamo e contribuiranno a definire in modo accurato le linee di ricerca privilegiate da Stanza 251.
Stefano Loria - Scorrete mie lacrime
Black and blue. I began this painting with the looming darkness in mind, a dark slab, as if composed of coal dust and night sky. To this darkness I wanted to contrast an area of clarity, a different falling speed, a signal, a way of escape. As happens very often in my works, contradictions shine, opposing forces are measured, different planes of expression overlap. In the beginning there is the quiet contemplation of an intact space, then comes a current that flows through and wounds this realm. Accidents and unexpected events, reminding me that every time in painting the risk is total.
Stefano Loria
Nero e blu. Ho iniziato questo quadro pensando all'incombere delle tenebre, una lastra scura, come se fosse composta da polvere di carbone e cielo notturno. A questa oscurità volevo contrapporre una zona di chiarezza, una diversa velocità di caduta, un segnale, una via di fuga. Come accade molto spesso nelle mie opere, brillano le contraddizioni, si misurano opposte forze, si sovrappongono differenti piani espressivi. All'inizio c'è la quieta contemplazione di uno spazio intatto, poi arriva una corrente che attraversa e ferisce questo regno. Incidenti ed eventi imprevisti, a ricordarmi che ogni volta nella pittura il rischio è totale.
Stefano Loria
Stefano Loria è nato nel 1961 a Firenze, città in cui vive e lavora. A partire dal 1990 ha sviluppato la sua attività artistica con esposizioni in Italia e all'estero. Le principali gallerie con cui ha lavorato sono Sergio Tossi Arte Contemporanea (1995-2005) e successivamente Cartavetra.
Bibliografia essenziale :
Luca Beatrice & Cristiana Perrella, Stefano Loria, testo in catalogo mostra Sergio Tossi Arte Contemporanea, Prato, 1994.
Luca Beatrice & Cristiana Perrella, Guido Costa, Nuova Scena. Artisti italiani degli anni ’90, Editoriale Giorgio Mondadori.
Sabina Spada, Conversazione con Stefano Loria, in “Tema Celeste”, n.52, estate 1995.
Demetrio Paparoni, L'astrazione ridefinita, in Riflessione e ridefinizione della pittura astratta (testo in catalogo del XVIII Premio nazionale arti visive città di Gallarate), Gallarate, 1995.
Demetrio Paparoni, Demetrio Paparoni su Stefano Loria, testo in catalogo mostra Sergio Tossi Arte
Matteo Chini, in "Tema Celeste", n. 56, primavera 1996.
Flaminia Gennari, Progettazioni, in "Flash Art”, n. 56, ottobre- novembre 1996.
AA.VV., Le ragioni della nuova astrazione ridefinita, in "Tema Celeste", n.58, autunno 1996.
Francesca Comisso, Stefano Loria, testo in catalogo mostra Locus Amoenus, Torino, 1997.
Tiziana Conti, Tendenze dell'arte giovane in Italia, in “Tema Celeste” n. 68, maggio/giugno 1998.
Luisa Perlo, Stefano Loria, in "Titolo", n.27, autunno/inverno 1998.
AA.VV., Arte italiana. Ultimi quarant'anni. Pittura aniconica, Milano, Skira editore, 1998.
Matteo Chini, Stefano Loria. La periferia è dappertutto, testo in catalogo mostra “Paradiso perduto”, Sergio Tossi Arte Contemporanea, Firenze, 2005.
Luca Beatrice, La rivincita dell’astrazione, in “Arte”, n.386, ottobre 2005.
Art vista con Stefano Loria, in “ArtSeen Journal”, special edition Biennale Firenze, dicembre 2005.
Alessio Curto, Stefano Loria, in “Juliet”, n.125, dicembre ’05 / gennaio ’06.
Ubaldo Fadini, Il posto di un intrico, testo in catalogo mostra “Intimità instabili”, Cartavetra, Firenze, 2019.
We have called 'Il Ridotto' a special exhibition project of Stanza 251. It involves the use of the small entrance room of our exhibition space as an exclusive place in which to realise a 'variable set-up' programme. A sort of 'project room', a more intimate dimension that will host a single work (or installation) by a specific artist, for a shorter time than the duration of the solo exhibitions simultaneously set up in the adjacent spaces. In our intentions, 'Il Ridotto' will be a way to focus attention on particular works, with a closer and deeper look. We plan to organise a series of exhibitions in quick rotation, marked out according to a very agile and flexible calendar. All the initiatives set up in the Ridotto will be punctually publicised through the usual social channels we use, and will help to accurately define the lines of research favoured by Stanza 251.
Abbiamo denominato “Il Ridotto” un progetto espositivo speciale di Stanza 251. Si tratta dell'utilizzo della saletta di ingresso del nostro spazio espositivo come luogo esclusivo in cui realizzare una programmazione “ad assetto variabile”. Una sorta di “project room”, una dimensione più raccolta ed intima che ospiterà una singola opera (o un allestimento) di uno specifico artista, per un tempo più breve rispetto alla durata delle mostre personali contemporaneamente allestite negli spazi adiacenti. Nelle nostre intenzioni “Il Ridotto” sarà un modo per concentrare l'attenzione su particolari opere, con uno sguardo più attento e profondo. Prevediamo di organizzare una serie esposizioni a rotazione veloce, scandite secondo un calendario molto agile e flessibile. Tutte le iniziative allestite nel Ridotto saranno puntualmente pubblicizzate attraverso i consueti canali sociali di cui ci serviamo e contribuiranno a definire in modo accurato le linee di ricerca privilegiate da Stanza 251.
Sharon Hall - A conversation of colors
The paintings I am currently making employ a simple and reduced geometry. Often making use of transparent overlays to create more complex structures or solid blocks which move and shift optically, depending on their accented weights and compositional devices. Also, they can utilize shadows and changing chromatic relations activated by different light sources and conditions. I am interested in the instability of color and the viewers ‘participatory’ involvement in how one might ‘read’ a painting – its atmosphere or sense of space that sometimes allows for a shallow illusionistic space-influenced in part by my encounters with the many trompe l’oeil devices employed it Italian wall painting from Roman times through to the quattrocento. My work is very influenced by Italian painting traditions, especially those seen in wall paintings and frescos where the physical materiality of surface is at play with the depicted spaces, playing perceptual tricks on the viewer in an invitation to interact as a participant within the illustrated narrative. I use color intuitively, getting a sense or feel for how a painting might develop so in this way each work is essentially open ended- they are not planned or filled in but arrived at through the internal dialogue with their making.
Sharon Hall
I dipinti che sto realizzando impiegano una geometria semplice e ridotta. Spesso fanno uso di sovrapposizioni trasparenti per creare strutture più complesse o blocchi solidi che si muovono e si spostano otticamente, a seconda dei pesi accentuati e dei dispositivi compositivi. Inoltre, possono utilizzare ombre e relazioni cromatiche mutevoli attivate da diverse fonti e condizioni di luce. Mi interessa l'instabilità del colore e il coinvolgimento "partecipativo" dello spettatore nel modo in cui si può "leggere" un dipinto - la sua atmosfera o il senso dello spazio che a volte permette di creare uno spazio illusionistico poco profondo - influenzato in parte dal mio incontro con i molti trompe l'oeil utilizzati nella pittura murale italiana dall'epoca romana fino al Quattrocento. Il mio lavoro è molto influenzato dalla tradizione pittorica italiana, in particolare da quella delle pitture murali e degli affreschi, dove la materialità fisica della superficie è in gioco con gli spazi rappresentati, giocando trucchi percettivi con lo spettatore, che viene invitato a interagire come partecipante alla narrazione illustrata. Uso il colore in modo intuitivo, percependo il modo in cui un dipinto potrebbe svilupparsi: in questo modo ogni opera è essenzialmente aperta, il colore non è pianificato o costruito, ma è raggiunto attraverso il dialogo interno con la sua realizzazione.
Sharon Hall
Abstract painting of geometric conception, we could define Sharon Hall's artistic practice in this way. But this label fails to fully render the final results this British painter arrives at. In fact, her paintings are endowed with a special freshness. If the initial intention seems to be to construct works in which the division of space is regulated in a very exact and rational way, the final outcome surprises because it possesses a fascinating visual softness, evident when one looks at her works not on a computer screen, but live, when it is possible to savor the velvety concreteness of the colors. The colors, precisely, which in each canvas are juxtaposed with great accuracy: they occupy contiguous monochrome sectors and dialogue with each other intensely. This conversation of colors takes place in each and every one of Sharon Hall's works; it is a dynamic that represents the soul of her paintings. Warm hues-red, green, orange, yellow-are stretched over the canvases building a comforting effect, releasing a quiet intensity of their own. These works contain a highly stimulated contrast. An exact grid is always present, a strict subdivision of space, but this rigidity of form is modified by the colors that inhabit these boundaries, created and juxtaposed with masterful sensitivity.
Stanza 251
Pittura astratta di concezione geometrica, potremmo definire così la pratica artistica di Sharon Hall. Ma questa etichetta non riesce a rendere pienamente i risultati finali a cui arriva questa pittrice inglese. I suoi quadri infatti sono dotati di una freschezza speciale. Se l'intenzione di partenza sembra quella di costruire opere in cui la divisione degli spazi è regolata in modo molto esatto e razionale, l'esito finale sorprende perché possiede una affascinante morbidezza visiva, evidente quando si guardano le sue opere non sullo schermo di un computer, ma dal vivo, quando è possibile assaporare la concretezza vellutata dei colori. I colori, appunto, che in ogni tela sono accostati con grande accuratezza: occupano settori monocromi contigui e dialogano fra loro intensamente. Questa conversazione dei colori si svolge in ogni singola opera di Sharon Hall, è una dinamica che rappresenta l'anima dei suoi dipinti. Tonalità calde- rosso, verde, arancione, giallo- si distendono sopra le tele costruendo un effetto confortante, sprigionano una loro quieta intensità. Queste opere contengono un contrasto molto stimolate. E' sempre presente una griglia esatta, una suddivisione dello spazio rigorosa, ma questa rigidità delle forme viene modificata dai colori che abitano questi confini, creati ed accostati con magistrale sensibilità.
Stanza 251
Sharon Hall was born in 1954 in Darlington, UK. She trained at Lanchester Polytechnic and the Slade School of Fine Art, where she was awarded the Jeremy Cubbitt Painting Prize and the Sir James Knott Scholarship in 1981. In 1990 she was chosen for a Rome Award in Painting at the British School at Rome. Hall has exhibited through-out the UK and Europe, including solo exhibitions at Todd Gallery, London (1989); Artist of the Day Angela Flowers Gallery, London (1990); Castlefield Gallery, Manchester (1993); Union Street Gallery (1995) and Palazzo del Podesta Pescia, Italy (2013). Her work is held in the collections of Artsite, New York, USA; Barclays Bank, London; Heathrow Airport, London; Norton Rose, London; Prudential Collection, New Jersey, USA.
Sharon Hall è nata nel 1954 a Darlington, nel Regno Unito. Si è formata al Lanchester Polytechnic e alla Slade School of Fine Art, dove ha ricevuto il Jeremy Cubbitt Painting Prize e la Sir James Knott Scholarship nel 1981. Nel 1990 è stata selezionata per il Rome Award in Painting presso la British School at Rome. Hall ha esposto in tutto il Regno Unito e in Europa, tra cui mostre personali alla Todd Gallery di Londra (1989), alla Artist of the Day Angela Flowers Gallery di Londra (1990), alla Castlefield Gallery di Manchester (1993), alla Union Street Gallery (1995) e al Palazzo del Podestà di Pescia, Italia (2013). Le sue opere sono presenti nelle collezioni di Artsite, New York, USA; Barclays Bank, Londra; Heathrow Airport, Londra; Norton Rose, Londra; Prudential Collection, New Jersey, USA.
We have called 'Il Ridotto' a special exhibition project of Stanza 251. It involves the use of the small entrance room of our exhibition space as an exclusive place in which to realise a 'variable set-up' programme. A sort of 'project room', a more intimate dimension that will host a single work (or installation) by a specific artist, for a shorter time than the duration of the solo exhibitions simultaneously set up in the adjacent spaces. In our intentions, 'Il Ridotto' will be a way to focus attention on particular works, with a closer and deeper look. We plan to organise a series of exhibitions in quick rotation, marked out according to a very agile and flexible calendar. All the initiatives set up in the Ridotto will be punctually publicised through the usual social channels we use, and will help to accurately define the lines of research favoured by Stanza 251.
Abbiamo denominato “Il Ridotto” un progetto espositivo speciale di Stanza 251. Si tratta dell'utilizzo della saletta di ingresso del nostro spazio espositivo come luogo esclusivo in cui realizzare una programmazione “ad assetto variabile”. Una sorta di “project room”, una dimensione più raccolta ed intima che ospiterà una singola opera (o un allestimento) di uno specifico artista, per un tempo più breve rispetto alla durata delle mostre personali contemporaneamente allestite negli spazi adiacenti. Nelle nostre intenzioni “Il Ridotto” sarà un modo per concentrare l'attenzione su particolari opere, con uno sguardo più attento e profondo. Prevediamo di organizzare una serie esposizioni a rotazione veloce, scandite secondo un calendario molto agile e flessibile. Tutte le iniziative allestite nel Ridotto saranno puntualmente pubblicizzate attraverso i consueti canali sociali di cui ci serviamo e contribuiranno a definire in modo accurato le linee di ricerca privilegiate da Stanza 251.
Daniele Ciullini - 23
L'installazione è ispirata al numero 23 che in numerologia significa cambiamento, esplorazione. Il tempo che stiamo vivendo è sovrabbondante di immagini che quotidianamente affollano l'occhio e la mente. Una Babilonia che spesso sostituisce la riflessione critica o si presta a incarnare stereotipi e miti del momento. Anche il mondo dei suoni, in una sorta di percorso parallelo, non sfugge a questa logica. 23 vuole proporre, con le sue immagini e i suoi suoni, un cambio di ottica: un momento di silenzio e quiete interiore. Un linguaggio distillato dove al centro ci sia la delicatezza e l'essenza di un battito di vita in opposizione al roboante caleidoscopio dei media attuali.
Daniele Ciullini
Daniele Ciullini è un musicista fiorentino, attivo dal 1980 al 1986 nell’area delle autoproduzioni indipendenti con lavori di musica concreta e di elettronica minimale. Tre lavori di quel periodo Ut fona res (1982 con Vittore Baroni), Domestic Exile (1983) e Nouances (1984) sono oggi ristampati su vinile e audiocassetta ed alcuni singoli brani tratti da questi figurano in compilation e playlist di recente pubblicazione. Dopo una lunga sosta ha ripreso la propria attività nel 2011 con molteplici lavori elettronici nell’area dark ambient/industrial, tutti disponibili in free download su netlabel italiane ed europee.
Abbiamo denominato “Il Ridotto” un progetto espositivo speciale di Stanza 251. Si tratta dell'utilizzo della saletta di ingresso del nostro spazio espositivo come luogo esclusivo in cui realizzare una programmazione “ad assetto variabile”. Una sorta di “project room”, una dimensione più raccolta ed intima che ospiterà una singola opera (o un allestimento) di uno specifico artista, per un tempo più breve rispetto alla durata delle mostre personali contemporaneamente allestite negli spazi adiacenti. Nelle nostre intenzioni “Il Ridotto” sarà un modo per concentrare l'attenzione su particolari opere, con uno sguardo più attento e profondo. Prevediamo di organizzare una serie esposizioni a rotazione veloce, scandite secondo un calendario molto agile e flessibile. Tutte le iniziative allestite nel Ridotto saranno puntualmente pubblicizzate attraverso i consueti canali sociali di cui ci serviamo e contribuiranno a definire in modo accurato le linee di ricerca privilegiate da Stanza 251.
Stanza 251